Vecchioni porta "L'Infinito" a Bologna

Vecchioni con Francesco Guccini...Con Massimo Germinie con Morgan che canta in Quanto è Lunga la Notte

Vecchioni con Francesco Guccini...Con Massimo Germinie con Morgan che canta in Quanto è Lunga la Notte

A distanza di cinque anni dal suo ultimo lavoro discografico, il 9 novembre esce L'infinito, il nuovo album di Roberto Vecchioni. L'album contiene il duetto con Guccini in "Ti insegnerò a volare", che è anche il primo singolo estratto, in rotazione dallo scorso 6 novembre. A marzo ripartirà in tour e per fugare ogni dubbio sui suoi tempi creativi un po' lunghi Roberto Vecchioni assicura che "questo non sarà il suo ultimo album". Guardiamo perché vale la pena vivere, questa è la rivoluzione. A loro continua a rivolgersi, "senza dare consigli" ma parlando a tu per tu. Aver convinto a cantare questo orso, che si era ritirato dalla musica, è per me motivo di orgoglio.

All'interno del disco c'è anche un altro personaggio molto caro a Vecchioni: il bassista Marco Mangelli, scomparso da qualche mese.

"L'infinito" sarà disponibile in formato CD, in edizione Deluxe arricchita dal saggio "Le parole del canto".

Lo fa ad esempio in "Vai ragazzo", come se mettesse una mano sulla spalla di un allievo mentre lo sta interrogando, magari su Omero: "In quella canzone parlo del liceo classico, che è qualcosa di vivo".

Niente pacche sulle spalle però, e qualche critica ai millennials disabituati alla parole: "Parola", infatti, è il brano dedicato alla nostra letterature e "alla nostra lingua che sono le più belle del mondo" ma sono "sparite", sono state "ferite a morte": "Mi preoccupa che ragazzi conoscano in media solo 600 vocaboli", denuncia. "C'è anche Morgan, nella canzone autobiografica 'Com' è lunga la notte", come un figlio per me", dice Vecchioni, raccontando che il giovane collega ha scritto in una sua biografia di avere iniziato a scrivere canzoni proprio dopo aver assistito, insieme a suo padre, a un concerto del professore.

Il brano che dà il titolo all'album, "L'infinito" è il manifesto dell'ispirazione presa in prestito da Giacomo Leopardi: "Pessimista, sì, ma nel periodo napoletano amò profondamente la vita".

Un disco, questo, che arriva dopo sei anni di fermo dalla scrittura anche per Vecchioni, nonostante i concerti e nonostante la vittoria di Sanremo del 2011. Non come un fatto astratto: intendo la vita come cose vissute, cose che ci hanno fatto star male, star bene, gioire, impazzire, desiderare.

Tra le tracce sono incluse anche collaborazioni con Francesco Guccini e con Morgan, rispettivamente nei brani "Ti insegnerò a volare" e in "Com'è lunga la notte". È la figura materna quella che incarna l'amore in questo disco - spiega il cantautore -: non più solo passione, ma "tenerezza, sapersi aspettare, capirsi, darsi dei segnali". Vecchioni e Guccini si sono fatti ispirare dalla storia di Alex Zanardi, l'automobilista italiano che a seguito di un incidente ha perso le gambe ma non la voglia di gareggiare e vincere.

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