Pato sfida Ibrahimovic: bivio Milan tra ingaggio e competitività

Ibrahimovic-Milan? Parla Zlatan

Ibrahimovic parla del suo ritorno al Milan: «Non vado via in prestito»

Due cavalli di ritorno per il Milan: Zlatan Ibrahimovic e Alexandre Pato. Lo fa nella sua nuova autobiografia, la seconda dopo "Io, Ibra".

E stavolta il titolo scelto è ancora più narcisistico del primo, molto più in linea con il personaggio: "Io sono il calcio".

In questo nuovo libro ha svelato un interessante retroscena che riguarda il passaggio al Paris Saint-Germain, avvenuto nell'estate del 2012, dolorosissimo per i tifosi ma, a quanto pare, anche per lui. Poche settimane dopo, ero a casa mia a Vaxholm, giusto per farmi un giro con la moto d'acqua, quando ho visto che avevo cinque chiamate perse di Mino Raiola: "Leonardo sta per chiamarti". Sì, perché non c'è solo lo svedese nella testa di Leonardo e Maldini, ma anche il brasiliano che ha una grande voglia di tornare a vestire rossonero.

Diceva: "Raiola chiede di incontrare Ibra il prima possibile, ma preferisce sistemare al telefono". "Leonardo ti chiamerà. Dopo un po' penso, Leonardo, direttore del PSG". Poi d'improvviso realizzo: Leonardo, il ds del Psg.

Nel caso di Ibrahimovic non si trattava di domande provocatorie fatte apposta sullo stile del presidente Ferrero. Mino mi ha semplicemente detto: "Lo so, ma ti hanno già venduto". Galliani mi ha confermato che non mi avrebbe venduto. "Volevo rendere la vita difficile al PSG, così ho detto a Raiola di riferigli che volevo lo stesso stipendio percepito al Milan ed altre cose in maniera tale che rispondessero che stavo chiedendo troppo".

Volevo farli ritirare, così ho detto a Mino di scrivere tutto quello che volevo. Venti minuti dopo, Mino mi richiamò e disse: "Hai tutto quello che hai chiesto". "Ho fatto una lista lunga e quando ho finito ho detto alla mia compagna Helena: 'vedrai che non accetteranno, è impossibile". A quel punto, non era possibile tornare indietro e gli ho detto: 'Ok, prepara tutto'.

Il bomber dei Los Angeles Galaxy è sicuramente il preferito, ma ha posto le sue condizioni: contratto di 18 mesi e sei milioni di euro d'ingaggio.

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