Maturità 2019, tesina addio: le indicazioni del Miur sul nuovo orale

“Alla scuola non servono nuovi investimenti” il M5S dimentica le promesse fatte agli elettori

Rivoluzione Maturità 2019, Bussetti: “La tesina non ci sarà”

Che il Ministro dell'Istruzione era già al lavoro per trovare un'alternativa al test di ingresso lo sappiamo da settembre, e ieri è arrivata la comunicazione congiunta del Miur e del Ministero della Salute in cui annunciavano la richiesta inoltrata al Consiglio dei Ministri per aumentare i posti disponibili per il corso di laurea a ciclo unico in Medicina e per aumentare il numero dell borse di studio per la specializzazione.

Niente investimenti per la scuola con le risorse a disposizione che serviranno per riformare il sistema previdenziale, per introdurre nuove forme per il sostegno dei cittadini (vedi il reddito di cittadinanza) e per la flat tax professionisti. A confermare la notizia è stato il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti durante una intervista rilasciata a Studenti.it in cui si è parlato della riforma, ancora in itinere, su scuola e università: "Non devono esserci timori per la Maturità che verrà. Perché il settore della scuola ha già perso troppe occasioni e chi vi lavora non tollera più di essere preso in giro".

"Andiamo intanto a migliorare quello che abbiamo, che é tanto".

"Quando dai rapporti Ocse ed europei si conferma che l'Italia con l'attuale manovra economica ha persino diminuito dello 0.1% i suoi fondi per l'istruzione, dopo che spendiamo più di un punto in meno rispetto agli altri Paesi, come si può sdrammatizzare ed essere contenti del nostro sistema scolastico?", si chiede Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal.

Il Ministro Bussetti, comunque, ci tiene a sottolineare che per la scuola nella Legge di Bilancio 2019 sono previsti degli importanti provvedimenti.

È ancora in via di discussione, invece, la proposta, presentata da Veneto e Lombardia, per "regionalizzare" professori e presidi, che diventerebbero dipendenti della regione e non più dello Stato.

Parimenti, la Legge di Bilancio 2019 prevede l'avvio di tre cicli per la formazione specialistica di 40mila docenti di sostegno (in tre anni) così da porre "fine ai problemi per i ragazzi disabili". E lo stesso vale per le iniziative, tutt'altro che risolutive e cancella-contenziosi, che si vogliono intraprendere per i nuovi concorsi selettivi, i quali si vorrebbero d'ora in poi organizzare per produrre solo vincitori e non più idonei all'insegnamento, tagliando fuori questi ultimi dalle assunzioni, alla stregua di come è stato fatto con i precari storici esclusi dalle GaE e da ogni piano di stabilizzazione complessivo pur dinanzi ad una platea sterminata di posti vacanti.

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