Grillo, polemiche dopo le battute sull’autismo. Nicoletti: "Noi scherniti mentre combattiamo le…"

Battute sull'autismo bufera su Grillo

"Fai schifo". Perché Renzi è furioso con Grillo

"Senza giri di parole: Beppe Grillo, per me fai schifo", ha scritto su Facebook.

Hanno destato scalpore e indignazione le ultime dichiarazioni di Beppe Grillo: domenica scorsa dal palco del Circo Massimo l'ex comico genovese e fondatore del Movimento 5 Stelle ha pesantemente attaccato le persone con autismo, e in particolare quelli con sindrome di Asperger, fra l'esaltazione generale della folla astante.

Le parole di Grillo hanno suscitato la reazione della comunità delle persone affette da disturbo autistico e sindrome di Asperger.

"Che vergogna - tuona - che il primo partito italiano chiuda la propria festa annuale con parole di scherno verso queste famiglie".

Una soluzione sarebbe evitare di continuare a concedere spazio a qualcuno che si prende gioco delle persone con autismo esponendole al pubblico ludibrio perché, in questo caso, la scusa del "siamo in democrazia e ognuno è libero di dire ciò che vuole" non deve valere per nessun motivo. L'autismo non lo riconosci, per esempio è la sindrome di Asperger, è pieno di questi filosofi in televisione che hanno la sindrome di Asperger. E vanno avanti e fanno magari esempi che non c'erano nulla con quello che stanno dicendo, hanno un tono sempre uguale.

"L'associazione 20 novembre insorge davanti alle parole scellerate che offendono famiglie intere che giornalmente, con umiltà e dignità, lottano per non far discriminare il proprio figlio o familiare affetto da questa grave patologia che è l'autismo". Vedi, la tua ignorante descrizione denota, immediatamente, che la voglia di focalizzarsi sulle potenzialità di queste persone speciali è pari a zero", scrive Mario Pingerna su pernoiautistici.com, mentre Gianluca Nicoletti (giornalista e conduttore radio) sullo stesso sito sceglie la forma della lettera aperta: "Non è bello prendere in giro noi autistici, darci degli psicopatici e usarci come oggetto di scherno. Che è la sindrome di quelli che parlano in quel modo e non capiscono che l'altro non sta capendo. Qualche mese fa qui in Germania sulla rivista per giovani della AOK, in sostanza la nostra mutua, è apparso un articolo sui giovani che sviluppano dipendenza da Netflix, che venivano descritti come "zombie autistici". Ma siamo diversi anche sui diritti: "noi siamo quelli della legge sull'autismo, sul terzo settore, sul dopo di noi", si legge ancora nel post.

Gli autistici hanno diritto di essere trattati da cittadini come qualsiasi altro abitante del nostro paese.

Noi facciamo battaglie per diffondere cultura sulla neurodiversità, perché i nostri figli non siano le prime vittime degli atti di bullismo dei loro compagni di scuola, come dicono le statistiche. Infine, Nicoletti chiosa: "Qui non è questione di essere grillini o antigrillini è questione di civiltà". "Utilizzare una disabilità per descrivere uno zombie non è solo di cattivo gusto, ma incoraggia l'associazione dell'autismo con concetti errati e rende più difficile l'inclusione", scrive Joerg Schudrowitz, padre di un bambino autistico di tre anni. Poi, ecco l'insulto 'alla Grillo': "Conte ne fa una a settimana, parlare di lui è come sparare sulla Croce Rossa".

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