Brexit, Barnier: serve più tempo per l'accordo

Brexit,trattative interrotte Ue convoca d’urgenza i 27 ambasciatori

Brexit, si tratta ancora

Sul Brexit non ha molto da dire, se non confermare che "un vertice straordinario sarà convocato se e quando ci saranno progressi decisivi" nei negoziati, progressi "che per ora non ci sono". Ciò ha suscitato intemperanze fra i conservatori più decisi nel giungere a una Brexit esecutiva il più presto possibile.

Il presidente francese Emmanuel Macron, che ha avuto un colloquio con May prima del vertice, ha posto l'accento sulla necessità di fare in fretta, riconoscendo che le due parti "non sono così lontane". In precedenza il capo negoziatore Ue aveva avvertito che per trovare un accordo "serve molto più tempo" e proposto di prolungare di un anno il periodo di transizione post Brexit, fino al 31 dicembre 2021, in modo da sbloccare lo stallo.

"Vi sono tre punti chiave". Durante il suo discorso questa sera agli altri capi di Stato e di governo dell'Ue, May ha detto che "il Regno Unito è pronto a considerare un'estensione del periodo transitorio", hanno aggiunto le fonti Ue. E poco più tardi, il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha rivelato che l'opzione è stata presa in considerazione nel dibattito tra i leader, descrivendo un atteggiamento positivo da parte di May, sebbene la premier non abbia portato "sostanziali novità nei contenuti".

Le ha individuate Tim Riddell, analista di ricerca di Westpac, che ha puntato il dito sia contro l'Italia che contro la Brexit. Anche l'olandese Mark Rutte ha detto di essere "cautamente ottimista", aggiungendo che "Non ci aspettiamo e non ci auguriamo" un mancato accordo, ma "abbiamo chiesto alla Commissione di lavorare con maggiore vigore su uno scenario di no-deal". Un incontro per provare a dare la svolta alle trattative, arenate da mesi, che a un primo riscontro non ha sortito ancora gli effetti sperati. Nelle ultime ore si sono fatte diverse ipotesi, in particolare quella del "no deal", e del prolungamento dei tempi, ma a riguardo la stessa prima ministra inglese ha ammesso: "Allungamento dei tempi?" I diritti dei cittadini europei che vivono nel Regno Unito e i diritti dei cittadini britannici che vivono in Europa. Quello che il Regno Unito deve pagare all'Unione europea.

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