Astaldi, via libera al concordato: è corsa contro il tempo

Astaldi, ok al concordato: 60 giorni di tempo per salvarsi

ASTALDI, VIA LIBERA DEL TRIBUNALE AL CONCORDATO IN CONTINUITÀ AZIENDALE

A ufficializzare la notizia circolata nel pomeriggio la stessa società romana in una nota diramata in serata. Lo comunica la società, sottolineando che il giudice ha fissato il 16 dicembre come termine ultimo per la presentazione da parte della Astaldi della proposta definitiva di concordato preventivo. Il cda "continua a svolgere le attività di ordinaria amministrazione mentre i commissari giudiziali, oltre a esprimere il loro parere sugli atti di straordinaria amministrazione, dovranno vigilare sull'attività della società". Tra i tre commissari nominati il nome più conosciuto è quello di Stefano Ambrosini, torinese, docente di diritto delle crisi d'impresa alla Luiss e presidente di Finpiemonte, è già stato chiamato in passato a intervenire in altri casi di crisi aziendali (ad esempio la vecchia Alitalia, Tirrenia e Bertone).

L'ok del tribunale ha fatto tirare un sospiro di sollievo ad Astaldi. Piano saltato poi per effetto dei ritardi della vendita della concessione sul Terzo Ponte sul Bosforo.

Il Consiglio di Amministrazione di Astaldi, riunitosi il 17 Ottobre 2018 informa che, con decreto pubblicato in data 17 Ottobre 2018, il Tribunale di Roma ha ammesso la Società alla procedura di concordato preventivo ex art. 161, comma 6, del R.D.

Le prossime settimane saranno cruciali per Astaldi. Secondo quanto riportato da "Il Messaggero", oggi potrebbe già tenersi una riunione tra i consulenti di Astaldi e gli advisor di Salini Impregilo (Bofa Merrill Lynch e Vitale&Co) visto che ora è arrivato il via libera del tribunale. La maggior parte dei debiti è stata contratta con tutte le più grandi banche che operano in Italia come Intesa Sanpaolo, Unicredit, Bnp Paribas e Banco BPM.

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