Salvini e Di Maio, sfida al CdM sul condono fiscale

Il premier Giuseppe Conte al summit del Consiglio europeo Bruxelles

Il premier Giuseppe Conte al summit del Consiglio europeo Bruxelles

Comincia il leader del Carroccio: "Se c'era qualcosa che non andava bene non c'era bisogno di questo can can: si alzava il telefono, Conte o Di Maio, e si cambiava tutto". Sullo sfondo l'impennata dello spread, che tocca quota 327 punti base, e la stroncatura della manovra da parte dell'Unione Europea. Tanto che in serata quando qualcuno parla di "dimissioni" che il premier avrebbe annunciato a Bruxelles, sono fonti di Palazzo Chigi a dover intervenire per stroncare sul nascere qualsiasi retroscena: "Il presidente del Consiglio Conte non ha mai minacciato dimissioni - fanno sapere -".

"Ho presentato da forza di maggioranza e da ministro dell'Interno un decreto immigrazione e sicurezza concordato a lungo con il mondo, ci abbiamo lavorato per 3 mesi, e se una forza alleata di maggioranza invece di un emendamento me ne presenta 81, se io avessi dovuto comportarmi alla stessa maniera con il decreto di Di Maio avremmo potuto presentare 500 buone idee, però questo lo fanno le opposizioni, non lo fanno le maggioranze".

"Lunedì non si è mai parlato di condono penale o di fondi esteri".

Non è un caso che i due siano apparsi i più nervosi: Salvini è stato letteralmente gelato dall'uscita di Di Maio mentre era in Russia con alcuni esponenti di Confindustria, Conte è stato addirittura esposto al ridicolo visto che le dichiarazioni di Di Maio a Porta a Porta sono state battute mentre il Presidente del Consiglio tentava di spiegare la manovra italiana al Consiglio europeo. Il vicepremier non vuole neanche far passare in sordina i commenti sulla distrazione mossi contri di lui dal compagno di Governo: "Quando si dice che "Conte leggeva e Di Maio scriveva" si dice una cosa non vera". Ma Di Maio prosegue: "In Cdm lunedì è stato letto il comma 9 dell'articolo 9 che parla di condono tombale penale per gli evasori?"

"La bozza del decreto fiscale che gli uffici hanno fatto trovare durante il Consiglio dei Ministri non conteneva la dichiarazione integrativa di cui all'articolo 9: questa norma risultava in bianco proprio perché l'accordo politico è stato raggiunto poco prima e gli uffici non hanno fatto in tempo a tradurlo sul piano della formulazione tecnico-giuridica".

"Io ero nel mezzo e da una parte c'era il premier Conte che leggeva il decreto, dall'altra il vicepremier Di Maio che scriveva". "Diciamoci anche un'altra cosa. Non è colpa mia se io e Salvini non ci siamo ancora potuti confrontare sui nodi da sciogliere è legittimo stare in campagna elettorale in Trentino ma poi non ci si può lamentare". "Se rimane il condono, mi sembra ovvio che ci sia un problema", ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, a margine di un convegno sulla sanità a Napoli. Sì, è arrivato quel momento.

Al centro della polemica di questi giorni tra Lega e M5S c'è il tentativo della prima di ampliare il più possibile le maglie del condono fiscale previsto nel decreto, permettendo anche a chi ha evaso svariate centinaia di migliaia di euro di risolvere le proprie pendenze con il fisco senza rischiare nulla. "Domani ci vediamo in consiglio dei ministri sistemiamo questa norma".

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