Medicina, il governo abolisce il numero chiuso per l'ingresso in facoltà

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Abolito il numero chiuso alla facoltà di Medicina: non ci sarà più il test

Una misura tranchant, che coglie di sorpresa tutti: il ministero della Salute dice di non saperne niente, e nei corridoi di Lungotevere Ripa serpeggia irritazione per una misura che va sì nella direzione piu' volte auspicata dal ministro Giulia Grillo, cioè un progressivo allargamento delle maglie che consentono l'accesso a Medicina, ma che, appunto, sembra ben poco progressiva. Successivamente, però, il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti ha smentito le informazioni contenute nel disegno di legge, definendo l'abolizione del test d'ingresso comunque un "buon auspicio". Fermamente contrari invece i chirurghi dell'Acoi, secondo i quali l'abolizione del numero chiuso per l'accesso alle facoltà di Medicina, "senza un congruo aumento delle borse di specializzazione rischia di essere un boomerang" (Corriere della Sera). Per l'anno accademico 2018-2019 sono stati oltre 67mila i partecipanti a test per accedere a medicina nelle università italiane dove erano a disposizione solo 9mila posti.

"Si avranno richieste smisurate di iscrizioni e non penso che ci siano attrezzature adeguate per poter formare le persone che si iscriveranno alla Facoltà di Medicina e Chirurgia", sostiene Zuccarelli. "Il governo continua a parlare per slogan vuoti e a fare campagna elettorale", ha dichiarato il coordinatore Udu Enrico Gulluni.

Nel contratto di governo siglato tra Lega e Movimento 5 Stelle nella parte in cui si illustrano le novità che verranno introdotte negli atenei si diceva: "Se da un lato potrà essere necessario aumentare il numero dei laureati in medicina, anche rivedendo il numero chiuso, dall'altro sarà necessario aumentare le borse di studio per gli specializzandi". Ma non si dice in quale modo, non si fa un minimo accenno alla copertura economica e agli investimenti che si devono fare per attuare una simile manovra da subito. Così facendo si rischia solo di mandare in tilt le Università, che senza ulteriori finanziamenti non potrebbero sostenere da subito tutti gli studenti. "I giovani laureati in medicina che non entreranno nelle scuole di specializzazione si troveranno in una sorta di imbuto: non potranno accedere ai concorsi pubblici e dovranno per forza di cose cercare lavoro all'estero. Se non si aumentano le borse di specializzazione assisteremo a una nuova fuga di cervelli all'estero".

Nella manovra, come si legge nel comunicato diffuso dopo il Consiglio dei ministri di ieri, sono previsti una serie di stanziamenti: 284 milioni per i rinnovi contrattuali di tutto il personale del Servizio sanitario nazionale e altri 505 milioni alle regioni per le spese farmaceutiche.

L'effetto sull'Università dell'abolizione del numero chiuso sarebbe di grande impatto; anziché gli attuali 10 mila l'anno entrerebbero a Medicina e Odontoiatria 70 mila studenti: ben 67 mila si sono presentati all'ultimo test di accesso. Ovvero, stop ai governatori commissari.

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