Boeri attacca quota 100

Tito Boeri

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Secondo Boeri, la riforma della Fornero così com'è ora avvantaggerà "soprattutto gli uomini, con redditi medio alti e i lavoratori del settore pubblico", mentre saranno "penalizzate invece le donne tradite da requisiti contributivi elevati e dall'aver dovuto subire sin qui, con l'opzione donna, riduzioni molto consistenti dei trattamenti pensionistici, quando ora per lo più gli uomini potranno andare in pensione prima senza alcuna penalizzazione". "Rimangono aperte due questioni: le donne, che ben difficilmemte possano arrivare a 38 anni di contributi, e il tema di una pensione di garanzia per i giovani, che schiacciati tra il metodo tutto contributivo e la crescita aspettativa di vita hanno davanti un futuro molto incerto da anziani", ha proseguito Furlan.

"Pesanti - sottolinea il presidente Inps - i sacrifici imposti anche ai giovani su cui pesa in prospettiva anche il forte aumento del debito pensionistico".

"Uscite consentite con un minimo di 38 anni di contributi e 62 di età oppure abolendo l'indicizzazione alla speranza di vita dei requisiti contributivi minimi per la pensione anticipata (a tutte le età) portano ad un incremento nell'ordine di 100 miliardi del debito pensionistico destinato a gravare sulle generazioni future e, già nel 2021 a un incremento ulteriore (oltre la famosa gobba) di circa un punto di pil della spesa pensionistica".

Inps, Tito Boeri contesta la Manovra: "con Quota 100 il debito aumento di 100 miliardi".

La Fornero "è un furto per i 60enni e per le generazioni future, perché blocca e ingessa il mondo del lavoro", ha poi aggiunto il vicepremier durante una diretta Facebook, a ribadire che sulla modifica della legge non farà passi indietro definendo le modifiche un "atto di giustizia".

Ecco perché, quanto mai in questo momento in cui ci avviamo al pensionamento delle generazioni dei baby boomer e che il numero di contribuenti tende ad assottigliarsi, il presidente dell'Inps è potuto restare in silenzio di fronte alla possibilità di incoraggiare più di 400.000 pensionamenti aggiuntivi.

Le parole di Boeri e i dati presentati dal presidente dell'Inps non sono piaciute al ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che chiede le dimissioni del numero uno dell'istituto di previdenza: "Da italiano invito il dottor Boeri, che anche oggi difende la sua amata legge Fornero, a dimettersi dalla presidenza dell'Inps e a presentarsi alle prossime elezioni chiedendo il voto per mandare la gente in pensione a 80 anni".

La contromossa del Governo e del Tesoro potrebbe essere quella di posticipare l'entrata in vigore del nuovo sistema previdenziale di qualche mese, ma, ancora una volta, bisognerà vincere le resistenze di Matteo Salvini. "Quota 100 verrà introdotta". "Tra l'altro, su questo, avra' una funzione positiva anche il dl dignita', che ha previsto sgravi contributivi a favore delle imprese che assumono stabilmente under 35".

"Oggi, infatti, abbiamo oltre 6 milioni di persone disoccupate o inattive che vanno riportate al lavoro".

In difesa del presidente dell'Inps si schiara l'economista Carlo Cottarelli, ex responsabile governativo della spending review, parlando a margine di una lectio magistralis all'Università Bicocca di Milano. Boeri si dice preoccupato anche per l'ipotesi di condono contributivo: "Il rischio - avverte - è quello di minare alle basi la solidità del nostro sistema pensionistico".

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