Fmi taglia le stime del Pil italiano, rischio shock

ANSA									+CLICCA PER INGRANDIRE

ANSA +CLICCA PER INGRANDIRE

Tornando al Fmi, ha specificato che in Italia, "se dovessero riemergere preoccupazioni sul mercato sulla politica di bilancio, il rischio è quello di riaccendere il legame fra banche e debito sovrano". E' quanto si legge nel World Economic Outlook in cui si aggiunge che le previsioni sono invariate rispetto all'aggiornamento del luglio scorso.

"È imperativo per la politica di bilancio mantenere la fiducia dei mercati, e abbiamo visto un aumento degli spread e questo rende" il Paese più vulnerabile. Il deficit è atteso scendere dal 2,3% del 2017 all'1,7% nel 2018 e nel 2019, per attestarsi al 2,2% nel 2023. "I rischi al ribasso sono aumentati negli ultimi sei mesi" afferma il Fmi, sottolineando che la '"revisione al ribasso riflette gli effetti negativi delle misure commerciali annunciate e prospettive più deboli per alcune economie emergenti e in via di sviluppo".

Rispondendo a una domanda sulle tensioni sul mercato italiano, Tobias Adrian, responsabile del Global Financial Stability Report, ha detto che "gli spread italiani si sono ampliati". "È importante che il governo operi nel contesto delle regole europee". Cifre comunque superiori a quelle dell'eurozona, dove nel 2018 il tasso è di 8,3% ed è previsto l'8,0% per il 2019.

Buone notizie, invece, sul fronte della disoccupazione attesa in calo dall'11,3% del 2017 al 10,8% di quest'anno in Italia, mentre per il 2019 la stima e' al 10,5%. Ha anche detto che si aprirà un confronto con l'Europa per discutere le criticità senza però snaturare la struttura della legge di bilancio. E' quanto emerge dai dati del Fmi.

"La crescita del Pil italiano potrebbe raggiungere il 2% nel 2019 e il 3% nel 2020". L'Italia preservi le riforme delle pensioni e del lavoro, è il messaggio che arriva dal fondo.

Alla Germania, che ha spazio di manovra fiscale a sufficienza, si raccomanda di sfruttare il momento di crescita dell'economia globale per finanziare misure che aumenterebbero il riequilibrio esterno, ad esempio aumentando gli investimenti pubblici sul capitale fisico e umano. Il continuo aumento del debito pubblico e privato, spiega l'Fmi, fa crescere le vulnerabilità finanziarie.

Altre Notizie