Europee, programma comune tra Salvini e Le Pen

Bloomberg via Getty Images

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Il secondo. E quello andato in scena nel loro incontro pubblico alla sede Ugl a Roma in via delle Botteghe Oscure - dove un tempo c'era il Pci adesso c'è il sindacato di destra - è un capovolgimento.

Salvini ha parlato di un 'Fronte della libertà' per "avere un progetto comune, un'idea di futuro comune e, se possibile, anche candidati comuni, ma lasciando la libertà ai singoli Paesi, popoli e governi". Siamo qua per ridare senso e anima a un sogno europeo che i burocrati europei hanno svuotato: "i salvatori dell'Europa stanno qua, non stanno a Bruxelles".

La campagna elettorale è partita. "Per Salvini questa è un'ipotesi, ma non una priorità", aggiungendo poi: "si colpevolizza l'Italia, ma l'attuale situazione economica è la conseguenza della politica dell'austerity imposta dall'Unione Europea". E pazienza se lo spread ha nuovamente superato i 300 punti base o se la borsa continua a perdere terreno. "E questa la lotta che portiamo avanti con Salvini". Le liste, spiegano, non saranno congiunte e ogni partito e paese avrà la propria. "Ho accettato questo invito perché ritengo interessante l'opportunità di parlare, al fianco di Matteo Salvini, delle nostre proposte in materia economica e sociale", ha detto al quotidiano prima della partenza per Roma.

Salvini ha più volte sottolineato come la disoccupazione giovanile, la piaga della povertà e l'assenza di lavoro, spesso non dignitoso, può essere sconfitta da una cooperazione tra le nazioni europee che coniughi in modo virtuoso tematiche da decidere a livello centrale ed altre che debbono essere decise a livello nazionale, secondo il principio della sussidiarietà.

"Non penso a un Europa senza regole - ha aggiunto il vicepremier - ma che investa sul lavoro, sulla felicità, non schiava dello zero virgola, che non risparmi sui diritti sociali". La politica adottata finora porta tutti a perdersi, sia noi si chi arriva. L'Unione si oppone al potere dei popoli e lo fa attraverso minacce, estorsioni e presenta risultati ingiustificabili: immigrazione di massa, riduzione dei salari. Non sono la stessa cosa. "Io non voglio che sia l'Europa a pagarla". Le Pen, affascinata dalla sicurezza e la coincidenza programmatica con il suo interlocutore, ha annuito spesso. "Bannon non è europeo, è statunitense".

"Noi della Lega non siamo europeisti?"

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