Migranti su charter dalla Germania, Salvini: "Chiuderemo gli aeroporti"

La cancelliera tedesca Angela Merkel

La cancelliera tedesca Angela Merkel

"Se qualcuno, a Berlino o a Bruxelles, pensa di scaricare in Italia decine di immigrati con dei voli charter non autorizzati, sappia che non c'è e non ci sarà nessun aeroporto disponibile", commenta il leader della Lega, aggiungendo: "Chiudiamo gli aeroporti come abbiamo chiuso i porti". Se si spostano in un altro paese - in questo caso la Germania - il governo di quel paese può decidere di rimandarli nello stato di primo ingresso: per farlo, a differenza di quello che hanno sostenuto Salvini e il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio, non c'è bisogno di trattati bilaterali particolari, perché è già tutto previsto negli accordi di Dublino.

Così, mentre Italia e Germania non riescono a formalizzare un accordo complessivo sulla questione dei migranti, che tenga dentro anche la questione dei dublinanti, il ministro dell'Interno Matteo Salvini prova a mettere le mani avanti, minacciando di attuare un provvedimento che non troverebbe uguali nella storia europea. E, spiega Alessandra Ziniti su Repubblica oggi, con una decisa accelerazione rispetto al ritmo blando degli anni precedenti: 2281 nei primi nove mesi dell'anno (più dell'intero 2017), secondo i dati del ministero tedesco, e con un'ulteriore impennata da giugno ad oggi che potrebbe portare ad un raddoppio a dicembre. La Germania ha velocizzato il processo che porterà ad essere ricollocati i migranti presenti sul territorio tedesco. In realtà le richieste di "riammissioni programmate" della Germania all'Italia sono molto superiori - 10.748 solo nel 2018 - e solo una parte del totale viene poi eseguita, circa un quinto: dipende in parte da difficoltà organizzative nel realizzare i ritorni e in parte dal fatto che molti "dublinati" non si fanno trovare dalle autorità tedesche che li cercano per rimandarli in Italia.

"Io mi pongo i problemi che esistono: se la Germania mi dice che questi voli non esistono, neanche il problema esiste".

E cioè la stessa cosa che accade in Italia con i charter per la Tunisia.

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