Fmi taglia le stime del pil Italia

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Stando alle tabelle del World Economic Outlook, il rapporto sull'economia globale dell'Fmi redatto nell'ambito degli Annual Meetings che da giovedi' prossimo entreranno nel vivo a Bali (Indonesia), l'economia italiana è vista in crescita dell'1,2% quest'anno, scrive Radiocor, dopo il +1,5% registrato nel 2017. Questa la previsione del Fmi, che lascia invariate le stime di crescita rispetto all'aggiornamento del World Economic Outlook di luglio. La crisi in Argentina si presenta peggiore delle attese, con il pil atteso contrarsi nel 2018 del 2,6% rispetto a una precedente stima di una crescita dello 0,4%.

Per l'istituto diretto da Christine Lagarde "le recenti difficoltà nel formare un governo in Italia e la possibilità di un rovesciamento delle riforme o l'attuazione di politiche che potrebbero danneggiare la sostenibilità del debito hanno innescato un aumento dello spread", evidendiando come l'incertezza politica "potrebbe scoraggiare gli investimenti privati e indebolire l'attività economica in diversi paesi, aumentando la possibilità di riforme più lente o significativi cambi negli obiettivi". La revisione al ribasso rispetto ad aprile è legata al "deterioramento della domanda esterna e interna e all'incertezza sull'agenda del nuovo governo", si legge nel documento.

Buone notizie, invece, sul fronte del lavoro dove Il tasso di disoccupazione in Italia è previsto in calo dall'11,3% del 2017 al 10,8% di quest'anno, mentre per il 2019 la stima è del 10,5%.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale la situazione dell'Italia e le prospettive della Brexit sono questioni "di importanza sistemica", spiega in conferenza stampa il consigliere economico del Fmi Maurice Obstfeld, sottolineando come per il nostro paese "c'è un imperativo reale nelle scelte di politica fiscale a mantenere la fiducia dei mercati".

Il deficit/Pil nell'anno in corso dovrebbe attestarsi all'1,7% e non piu' all'1,6% calcolato in primavera dopo un -2,3% visto nel 2017 (dato ritoccato da un -1,9%). "Quindi - conclude l'economista - pensiamo che sia importante che il governo operi nel quadro delle regole europee, che sono importanti anche per la stabilità della zona euro stessa". "Non solo i rischi identificati" negli ultimi mesi si sono materializzati "ma è aumentata la possibilità di ulteriori shock negativi sulle nostre previsioni".

L'Fmi ha rivisto al ribasso anche le stime di crescita di Eurolandia e degli Stati Uniti. Ma, ricorda il Fondo, se "la ripresa ha contribuito a migliorare occupazione e redditi, rafforzando i bilanci e offrendo l'opportunità di ricostruire" buffer di bilancio, nel momento in cui i rischi "si orientano al ribasso, cresce l'urgenza di politiche per una crescita solida e inclusiva".

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