Sanità: madre e figlio con colera in ospedale a Napoli

Napoli, paura colera: madre e figlio ricoverati in ospedale

Due casi di colera in Campania, dopo ritorno dal Bangladesh

Anche l'Istituto superiore di sanità ha spiegato che si tratta di due casi di importazione e che dunque il rischio di diffusione del colera non c'è. Lo rende noto l'ospedale Cotugno di Napoli, sottolineando che si tratta di una donna e del figlio di due anni, residenti a Sant'Arpino e rientrati da poco dal Bangladesh. La situazione è definita sotto controllo. "Entrambi i pazienti sono in condizioni stazionarie", assicurano fonti mediche.

Dopo un periodo di relativa tranquillità si è assistito ad un riacutizzarsi della malattia che nel 2006 ha raggiunto i livelli degli anni Novanta, registrando oltre 236.896 casi in oltre 52 Paesi del mondo. Può essere contratto attraverso ingestione di acqua o alimenti contaminati dal batterio, ma la trasmissione diretta avviene per via oro-fecale, e si riscontra dunque solo in condizioni igienico-sanitarie non ottimali. "Se una persona va in uno Stato dove esiste una condizione di endemia di questi bacilli, rischia - se non rispetta delle banali norme igieniche - di contrarre la patologia, comunque evitabile sottoponendosi a una semplice profilassi".

Antonio Giordano, commissario straordinario dell'Azienda Ospedaliera dei Colli, ha dichiarato che "I contatti familiari del caso indice sono stati già individuati e sono attualmente sotto stretta osservazione sanitaria". L'esperto ricorda che il colera e' una malattia infettiva batterica causata dal vibrione del colera caratterizzata da vomito e numerose scariche di diarrea con feci acquose e profonda disidratazione. Il tutto mentre è bufera su "Libero" dopo il titolo del quotidiano "Torna il colera a Napoli, lo hanno portato gli immigrati" sui casi verificatisi. Non ci sono grossi pericoli, però. Nel 1994 a Bari si verificò un'altra epidemia in cui vennero segnalati dieci casi.

Due persone sono state portate in ospedale, a Napoli, con il colera.

"I sierogruppi di Vibrio cholerae che possono causare epidemie sono due - ricordano gli esperti -: il Vibrio cholerae 01 e il Vibrio cholerae 0139".

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