Spunta dal passato la lettera che fece condannare Galileo

Lettera Galileo Galilei

Galileo, ritrovata la lettera che gli costò l'accusa di eresia

È stata trovata la lettera con la quale lo studioso, nel settembre del 1613, spiegava a un amico la sua tesi sul movimento della Terra intorno al Sole, opposta alla tesi della Chiesa secondo la quale la Terra era immobile.

Costò a Galileo Galilei un processo per eresia e un'abiura forzata delle sue teorie.

La missiva è stata scoperta nella biblioteca di Londra della Royal Society da un giovane italiano Salvatore Ricciardo, ricercatore dell'università di Bergamo. Firmata "GG", la lettera era indirizzata all'amico Benedetto Castelli, matematico dell'università di Pisa. Ne dà notizia la rivista Nature sul suo sito. Galileo allegò a Dini una versione della lettera "meno incendiaria", presentandola come la versione originale, e gli chiese di recapitarla ai teologi vaticani.Sotto le correzioni, la copia scoperta da Ricciardo mostra il testo originale di Galileo, lo stesso trasmesso da Lorini all'Inquisizione. In possesso della Royal Society da almeno 250 anni, ma sfuggita all'attenzione degli storici, è stata rintracciata e scoperta da un giovane ricercatore dell'Università di Bergamo: Salvatore Ricciardo.

"Sembrava ancora più incredibile perché la lettera non si trovava in una biblioteca oscura, ma nella biblioteca della Royal Society", ha dichiarato il ricercatore.

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