Brexit. Vertice europeo straordinario a metà novembre

Immigrazione, vertice Ue flop. Conte:

Vertice Ue a Salisburgo, Conte: soldi da chi non accoglie i migranti

"Qualcuno ha dichiarato di non avere interesse a partecipare alla redistribuzione dei migranti e ha già dato disponibilità ad accettare la soluzione del contributo finanziario", spiega Conte. "Tutti gli Stati membri sono gelosi custodi delle prerogative della propria sovranità e l'Italia non è da meno".

Si è tenuto questa mattina a Salisburgo il vertice informale dell'Unione Europea a cui hanno partecipato i capi di Stato e di governo dei Paesi UE. Non parliamo di mercati, non parliamo di tappeti o di merci. Ma i 27, in un raro esempio di compattezza, hanno fatto muro di fronte a un piano, quello finalizzato dal premier nella riunione di Chequers, che, semplicemente, come ha detto Tusk in conferenza stampa, "non funzionerà". Ieri, mercoledì 19 settembre 2018, il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, aveva annunciato che sarebbe stato necessario un vertice a novembre.

L'accordo sulla Brexit non c'è. "Se invece si riusciranno a fare passi avanti, allora torneremo a riunirci con un vertice straordinario il 17 e 18 novembre".

Il primo ministro ceco Babis ha addirittura rilanciato l'idea di un secondo referendum sulla Brexit, quindi una seconda possibilità offerta ai cittadini e il cui esito secondo lui risolverebbe i problemi velocemente, ed anche diversi altri stati europei si sono detti dello stesso avviso, tra cui anche il premier di Malta, Joseph Muscat.

L'Unione europea boccia senza appello il piano della premier britannica sulla Brexit e fissa un termine preciso oltre il quale, senza risultati concreti, non è più disposta a negoziare: il vertice europeo di ottobre. A suo parere dal summit è emersa in ogni caso "la volontà di trovare un accordo".

Il punto principale rimane il modo di gestire il confine tra l'Irlanda del Nord, che rimarrà parte del Regno Unito, e la Repubblica d'Irlanda, che continuerà a far parte dell'UE. Theresa May appare sempre più sola.

L'uscita del Regno Unito avverrà ufficialmente il 29 marzo 2019, ma per ragioni tecniche un accordo dovrà essere trovato entro novembre: significa che stanno iniziando i "giorni decisivi", quelli veri, e che May è in una posizione contrattuale molto svantaggiosa.

Altre Notizie