Orban, Parlamento e Commissione Ue hanno giorni contati

Migranti sbarcano in Algeria

Algeria

Per Orban, l'avvio della procedura contro il suo Paese è solo una strategia "per indebolire l'Ungheria che lotta contro l'immigrazione", palesando il rischio che, a suo parere, starebbe correndo l'Unione europea ossia quello di togliere il diritto alla difesa dei confini nazionali dei Paesi di frontiera (come l'Ungheria), procedendo con controlli da parte di "mercenari": "Non potendo costringere l'Ungheria ad aprire i confini - ha detto ancora il premier -, vogliono toglierci il diritto alla difesa dei confini. dovremmo semplicemente consegnargli la chiave della porta". "Tra le nuove misure innovative ed efficaci - ha spiegato il ministro - non è da escludere quella di un'identificazione sulle navi, una volta soccorsi i migranti a bordo dei barconi". "Ma nel report della relatrice, l'olandese Judith Sargentini, si parla anche si corruzione, violazione della privacy e uso di fondi europei per fini privati".

Sta per nascere l'Unione europea di Matteo Salvini e Viktor Orban.

Nel suo discorso il vicepremier ha difeso il presidente Orbàn dopo la decisione del Parlamento europeo di applicare l'articolo 7 dei Trattati e avviare un procedimento contro che potrebbe portare a sanzioni per il Paese dell'Europa dell'est.

Una prima considerazione. I Media, e lo stesso Orban, hanno enormemente enfatizzato il legame tra sanzioni e politiche migratorie, ma questo non è del tutto vero. Si dovesse arrivare ad un voto del Consiglio Europeo, cosa farà il Premier Giuseppe Conte?

È la prima volta che il Parlamento europeo, per usare un gergo calcistico, estrae un cartellino giallo verso uno dei suoi Stati membri, in sostanza accusato di non essere in linea con i valori fondanti della Unione. Un augurio che il premier ungherese fa in vista delle elezioni del 2019. Come vediamo, si tratta di una scelta strategica rilevante, ed onestamente stupisce che all'interno del Governo possano coesistere posizioni così distanti. "Se la discussione emerge in Consiglio, saremo contrari". Berlusconi, che pure è certamente molto più europeista di Kurtz, ha votato contro la procedura ai danni dell'Ungheria per non bruciare i residui vincoli con la Lega. Una scelta del genere non credo abbia fatto piacere ad esempio ad Antonio Tajani, Presidente del Parlamento Europeo, che da anni è al lavoro per riportare il Cavaliere al centro dello scacchiere moderato europeo.

Non ci dimentichiamo che i Paesi del blocco di Visegrad hanno platealmente rifiutato le decisioni europee in materia di distribuzione dei migranti e non c'è stata la forza di sanzionarli. C'è sicuramente la volontà di non rompere i ponti con la Lega nell'illusione che salti l'accordo dell'attuale governo e ci sono anche ragioni contingenti, come gli accordi per le elezioni regionali.

Ciò che mi pare di cogliere è una confusione comunicativa funzionale al messaggio che ciascuna forza vuole mandare ai propri elettori: ce la stiamo mettendo tutta, fosse per noi l'avremmo fatto ma sono gli altri poteri che ce lo impediscono, intanto facciamo qualcosa e l'anno prossimo faremo il miracolo...

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