Salvini ha litigato col ministro dell'Interno lussemburghese

Salvini

Migranti, scintille fra Salvini e il ministro degli Esteri del Lussemburgo

Un breve scambio di battute che tuttavia fa ben capire il clima di questi giorni e, con tuta probabilità, dei giorni a venire. Tra le altre cose Asselborn ha sottolineato "In Lussemburgo, caro signore, migliaia di italiani sono venuti a lavorare".

"Il Ministro del Lussemburgo - spiega - ha dichiarato stamattina che in Europa "abbiamo bisogno di immigrati perché stiamo invecchiando". E non per espiantare il meglio dei giovani africani e rimpiazzare i giovani europei". Parole che non vanno giù al responsabile del Viminale. Gli ho risposto che io invece lavoro perché i ragazzi italiani (ed europei) tornino a mettere al mondo dei figli perché non voglio nuovi schiavi. "Non ad avere nuovi schiavi per soppiantare i figli che non facciamo più".

"Mer..." e sbatte il microfono.

Jean Asselborn, il ministro degli Esteri lussemburghese responsabile delle politiche per l'immigrazione con cui oggi ha litigato Matteo Salvini a Vienna, è il decano dei capi delle diplomazie dell'Unione Europea, che due anni fa chiese l'espulsione dell'Ungheria dall'Ue. Il discorso del leghista è stato chiaro: "Io penso di essere al gtvoerno e pagato dai miei cittadini per aiutare i giovani per tornarli a fargli fare figli". Forte della sua lunga storia politica, prima come amministratore locale e poi come vicepremier e ministro, nel pieno dell'emergenza migranti, il ministro aveva condannato la decisione di Budapest di aprire il fuoco contro i rifugiati che cercavano di entrare nel Paese e si era scagliato contro le violazioni del governo ungherese dei valori fondamentali dell'Ue come l'indipendenza della magistratura e la libertà di stampa. A quel punto il vicepremier replica: "Rispondo pacatamente al suo punto di vista che non è il mio". Il leader della Lega è riuscito a mantenere la calma limitandosi a dire "Io non l'ho interrotta e la buona educazione prevede che lei non mi interrompa mentre parlo". Per poi concludere con l'imprecazione "merde alors" (una sorta di "diamine").

Nell'immediato Matteo Salvini si è limitato a rispondere che quelle sono le sue posizioni, legittime.

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