Il grafico: occupazione e produzione industriale a confronto

Le industrie abbassano la testa: primo calo della produzione dal 2016

Brusca frenata della produzione industriale, in calo dell’1,3% a luglio Ma a giugno record di occupati

A luglio 2018 è in netto calo la produzione industriale che rispetto al mese precedente diminuisce del -1,8%.

Se nel mese di luglio si segnalano variazioni negative per i beni strumentali (-2,2%), i beni di consumo (-1,7%) e i beni intermedi (-1,2%), l'energia ha una diminuzione più contenuta, pari a -0,8%.

L'incremento della produzione industriale si associa ai risultati positivi registrati dagli altri indicatori analizzati: si evidenziano, infatti, incrementi tendenziali degli ordinativi interni (+0,8%) e di quelli esteri (+2,9%); in media, il fatturato totale delle imprese manifatturiere intervistate cresce del 2,3% rispetto al periodo ottobre-dicembre 2017, con la componente estera che registra un incremento del 3,7%; in lieve flessione il grado di utilizzo degli impianti che scende al 64,8%.

L'Istituto nazionale di statistica stima che l'indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca dell'1,8% rispetto a giugno.

Corretto per gli effetti di calendario, a luglio 2018 l'indice è diminuito in termini tendenziali dell'1,3%, negativo per la prima volta da giugno 2016.

I settori di attività economica che registrano la maggiore crescita tendenziale sono l'attività estrattiva (+2,8%), la fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+1,8%) e la fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (+1,3%). Disattese anche in questo caso le attese, che erano addirittura per una crescita dell'1,4%. Nella media dei primi sette mesi la produzione è cresciuta del 2,0% su base annua.

Inversione di marcia per la produzione industriale italiana, e non è una buona notizia in un momento in cui la crescita - a detta unanime degli osservatori domestici e internazionali - sta rallentando. Il consensus Bloomberg si attendeva un calo dello 0,3 per cento. Gli analisti avevano previsto una flessione dello 0,5%. Si tratta soprattutto di dipendenti a termine, +390 mila, a fronte del calo di quelli a tempo indeterminato -33 mila. "L'indice destagionalizzato conferma una elevata variabilità mensile nel corso del 2018, con un orientamento alla diminuzione".

Il tasso di occupazione è aumentato di 0,5 punti, portandosi al 58,7%.
Nel confronto tendenziale, per il quinto trimestre prosegue - con minore intensità - la diminuzione dei disoccupati (-34 mila in un anno, -1,2%) che riguarda soltanto il Mezzogiorno. L'Italia ha fatto registrare un preoccupante -1.8%, come la Germania, mentre la Francia stacca un +0,7%.

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