Almeno 100 migranti sono annegati nel Mediterraneo dopo un naufragio

Migranti, oltre 100 morti in un naufragio “scoperto” dopo 10 giorni: tra loro 20 bimbi

Msf, 100 migranti morti naufragio Libia

Lo riferisce l'organizzazione Medici senza frontiere riportando le drammatiche testimonianze dei sopravvissuti all'ennesima tragedia dei migranti in mare, ora in Libia.

Sarebbero stati due, secondo le informazioni di Msf, i gommoni salpati dalla Libia quella mattina, per un carico complessivo di 185 persone provenienti da diversi Paesi africani, tra i quali Ghana, Nigeria, Algeria, Egitto, Mali, Sudan e la stessa Libia. Hanno raccontato che la barca con cui erano partiti dalla Libia l'1 settembre aveva cominciato a sgonfiarsi quando si stava avvicinando alle coste di Malta e che era affondata del tutto prima che arrivassero i soccorsi via mare. "Ma il gommone ha cominciato ad affondare", ha proseguito il superstite. Per quanto tragica e funesta sia la notizia, alcuni utenti hanno espresso totale indifferenza a riguardo, se non addirittura il sospetto che si tratti di una notizia inventata. Poi è intervenuta anche la guardia costiera libica che ha soccorso i migranti ancora in vita e i naufraghi della primo gommone riconducendoli in Libia. L'assenza di navi di salvataggio in mare a largo delle coste libicheinizia così a farsi sentire.

Ci hanno detto che avrebbero mandato qualcuno. "Se fossero arrivati prima, molte persone si sarebbero potute salvare".

Medici Senza Frontiere ha annunciato che un naufragio sulla costa della Libia di un barcone di migranti, avvenuto lo scorso 1 settembre, ha provocato circa 100 vittime. Sulla nostra barca, solo 55 persone sono sopravvissute. Poche ore dopo, sono arrivati altri soccorritori, sempre in aereo, con altre zattere. Coloro che sono riusciti a salvarsi sono stati ricondotti sulla terraferma dai guardacoste di Tripoli, in una località ad est della capitale. È prassi che le persone riportate in Libia dai barconi vengano rispedite in un pericoloso sistema di detenzione arbitraria. "Siamo stati tutti portati qui". Tra gennaio e agosto 2018, la guardia costiera libica supportata dall'Unione Europea ha riportato in Libia 13.185 migranti e rifugiati. Per giunta, aggiunge Msf, l'accesso insufficiente all'acqua potabile e al cibo aggrava la situazione, anche sotto il profilo clinico. L'annuncio del monitoraggio arriva dal neo Alto commissario per i diritti umani, Michelle Bachelet, che aprendo a Ginevra i lavori del Consiglio Onu sul tema riunito fino al 28 settembre, ha attaccato il governo italiano che ha subito risposto.

Altre Notizie