Lucio Battisti, per i 20 anni dalla morte una canzone

Le copertine di alcuni cd di Lucio Battisti

"Mogol si racconta", a Palazzo Lanfranchi la storia del grande paroliere della musica italiana

Inoltre va ricordato che Battisti non è soltanto quello con Mogol: a partire da "E già" e poi attraverso la collaborazione Pasquale Panella iniziata con "Don Giovanni", Battisti ha progressivamente destrutturato la forma canzone, affidandosi a sonorità elettroniche e a un sempre più evidente distacco dai gusti del grande pubblico. Oggi, a vent'anni esatti dalla morte del cantante, sembra come se il mondo culturale italiano si sia accorto all'improvviso di quanto manchi, oggi, una personalità come quella di Battisti nel panorama musicale italiano. In dialisi, ucciso da un cancro al fegato, l'artista è morto a soli 55 anni nel reparto di terapia intensiva dell'Ospedale San Paolo di Milano. Il sodalizio con Mogol si era interrotto perchè Mogol pretendeva di dividere al 50 per cento i diritti delle canzoni scritte insieme. Il brano, che parla di un pensiero fisso di un uomo nei confronti di una donna, è stato inciso da numerosi altri artisti in seguito, tra cui Mina, Raffaella Carrà, Ornella Vanoni. Mogol, sul palco della terrazza di Palazzo Lanfranchi a Matera, ha assistito al racconto della sua vita raccontandone alcuni dei momenti più belli in una piacevole chiacchierata con il giornalista Livio Costarella per "Mogol si racconta", spettacolo promosso nell'ambito del cartellone della Camerata delle Arti in cui l'autore ha ripercorso in musica le tappe più importanti della sua carriera. E il successo non tarda ad arrivare, con brani affidati a diversi interpreti, come 'I Ribelli' ('Per una lira', 1966), l " Equipe 84' ('29 settembre', 1967), i 'Dik Dik' ('Il vento', 1968). Nel '67, poi, Battisti esordisce come cantante e, in breve, raggiunge ottimi riscontri di vendita con 'Balla Linda' e 'Io vivrò (senza te)', entrambi del '68. Accusato a volte di essere un 'non-cantante' dai ridotti mezzi vocali, risulta invece il miglior interprete di se stesso, esibendo una vocalità "normale", quotidiana e proprio perciò espressiva.

Diciassettesimo singolo, la canzone è stata pubblicata nel album "Il nostro caro angelo" del 1973. Verso la fine, in un crescendo di ritmo e di tono della voce, i due scoprono che la loro passione è ancora viva e presente. E' assodato, è un canone, non c'è probabilmente italiano che non conosca le canzoni sue e di Mogol, tanto che sarebbe superfluo elencare i titoli più noti. Una straordinaria pubblicazione in edizione limitata numerata. Grazie ad una inimitabile armonizzazione di testi e musica, Lucio Battisti ha segnato un'epoca nella cultura, nei costumi e nei pensieri di milioni di italiani. 20 album riprodotti in altissima qualità dai masters originali restaurati e rimasterizzati e per la prima volta in CD Lucio Battisti Vol. 2 pubblicato nel 1970 solo in versione musicassetta. "Con questo spirito - conclude il messaggio - rivolgo a lei, a suo figlio Luca e a tutti i familiari, sentimenti di ideale partecipazione".

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