Elezioni Svezia, vittoria di misura dei socialdemocratici. Incognita governo

Elezioni Svezia, l’ultradestra xenofoba vola al 17.7%. Socialdemocratici aprono a centrodestra:…

Svezia, i cittadini dopo il voto: "devono trovare un accordo"

Tuttavia rimarrà un bel rebus come formare un Governo. I Democratici svedesi (Sd), forza anti-immigrati ed euroscettica guidata dal 39enne Jimmie Akesson, hanno sfiorato il 20% risultando il secondo partito. Nessuna delle due coalizioni ha infatti la maggioranza nel Riksdag, il Parlamento svedese. I Moderati si attestano al 19,7%, seconda forza, mentre quel che appare certa è l'affermazione dei piccoli partiti. I socialdemocratici del premier Stefan Löfven restano il primo partito al 28,3%, anche se ai minimi storici e in calo di 2,6 punti rispetto alla tornata del 2014, punito dal peso della politica migratoria del Paese che ha accolto circa 160mila richiedenti asilo nel 2015, un numero abnorme per un Paese che conta 10 milioni di abitanti. In primis gli ex comunisti, Sinistra, che si sono aggiudicati l'8%. Le due principali coalizioni quindi si trovano bloccati in un testa a testa, entrambi attorno al 40% con 144 seggi per il centrosinistra, 142 per il centrodestra e 63 dei populisti. Completano l'arco costituzionale il partito di Centro con l'8,6%, il Partito della Sinistra con il 7,9%, seguito dai Cristiano Democratici con il 6,4%, i Liberali con il 5,5% ed infine i Verdi, che con il loro 4,3% superano di un soffio la soglia di sbarramento. La campagna elettorale che ha preceduto il voto per il rinnovo del Parlamento è stata tesa e difficile. Sfruttato politicamente dai Democratici Svedesi, che hanno denunciato in maniera martellante - con toni spesso violenti - i problemi dell'integrazione, tra segregazione residenziale e gang criminali.

Il risultato delle elezioni svedesi è stato commentato positivamente dal ministro dell'Interno e leader della Lega Matteo Salvini per il quale "la Svezia patria del multiculturalismo e modello della sinistra, dopo anni di immigrazione selvaggia ha deciso finalmente di cambiare".

Il futuro governo di Stoccolma è al momento un enigma se si escludono accordi con la destra populista. Ora anche lì dicono no a questa Europa di burocrati e speculatori, no ai clandestini, no all'estremismo islamico. "Vuoi vedere che agli svedesi interessa più difendere il welfare che cacciare i migranti?".

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