Davide Capello, salvo per miracolo sul ponte Morandi: "Una scena apocalittica"

Davide Capello, il portiere salvo per miracolo: "Sono precipitato giù col ponte"

E così ha fatto.

Sa bene che la fortuna l'ha salvato, una coincidenza che ha dell'incredibile.

E' un disastro di cui si stanno ancora analizzando i tragici esiti quanto accaduto questa mattina a Genova, col crollo del ponte Morandi, una arteria stradale trafficatissima su cui corre l'A10. Il nuorese classe 1984 ha terminato la carriera da professionista nel 2013-14 quand'era nel Savona di Ninni Corda, scegliendo il lavoro (vigile del fuoco) alla carriera da calciatore. Sono un miracolato, stavo andando a Genova, ero sul ponte. Il 36enne era in auto da solo non era la prima volta che attraversava il ponte Morandi: "Non ho mai temuto il viadotto e mai avrei immaginato una cosa del genere - ha aggiunto - è impensabile che possa succedere una cosa così, in una delle strade più trafficate d'Italia".

Mentre era incastrato nell'auto, Davide ha chiamato il padre Franco, dirigente della squadra "Puri e Forti" di Nuoro dove lo stesso Davide ha mosso i primi passi: "Babbo è precipitato il ponte io stavo passando e sono caduto con l'auto". Ho sentito un rumore, poi il crollo. Trenta metri di volo e poi l'auto si è incastrata tra le colonne e le macerie.

Davide Capello ha giocato con la maglia del Cagliari, del Savona e della nazionale Under 20. "Non ti preoccupare, sono salvo'".

"Ho visto solo la strada venire giù - ha raccontato ai microfoni di sky tg24 dopo aver visto la morte in faccia - e poi ho vissuto un grandissimo spavento". È stato scioccante, non sono riuscito ancora a capire come la mia auto non sia stata schiacciata, forse è rimasta agganciata a un pilone, sono riuscito a uscire grazie all'aiuto di alcune persone.

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