Migranti, Barcellona pronta ad accogliere nave Aquarius: contrasto con governo centrale

Nave Aquarius, 141 migranti a bordo:

Nessuno Stato europeo vuole i 141 migranti soccorsi dalla Aquarius

"A questo punto il Regno Unito si assuma le sue responsabilità per la salvaguardia dei naufraghi", ribadisce il ministro dei trasporti e infrastrutture Danilo Toninelli su Twitter. Lo ha detto Matteo Salvini, ministro dell'Interno e vicepremier, in un comizio trasmesso in diretta Facebook a Lesina, in Puglia, per l'inaugurazione della sede della Lega. Aquarius è ora una delle uniche due navi di ricerca e soccorso umanitarie rimaste nel Mediterraneo Centrale. "La nave è ora in acque maltesi". Secondo Vimard, la scelta di non fermarsi sarebbe una conseguenza delle politiche del governo italiano, che già in passato avevano costretto navi mercantili con a bordo i migranti a rimanere bloccate per giorni nel Mediterraneo senza avere indicazioni di dove attraccare.

"L'ong Aquarius è stata coordinata dalla Guardia costiera libica in area di loro responsabilità".

Inoltre, Toninelli continua la polemica a distanza con Malta - sottolineando nel tweet come la nave Aquarius si trovi nelle sue acque territoriali - e, pur dichiarando che nessun porto in Italia sia stato chiuso, continua a rifiutare qualsiasi tipo di accoglienza nei confronti dei migranti. "Come abbiamo fatto per casi precedenti, siamo pronti a prestare il nostro pieno sostegno e peso diplomatico, per una rapida soluzione". Così Tove Ernst, una portavoce dell'esecutivo comunitario, senza precisare quanti e quali siano i Paesi con cui la Commissione è in contatto.

Sforzi che non riescono a piegare le resistenze di Malta e Spagna. "In questo momento non è in Spagna il porto più sicuro perché non è il più vicino" alla posizione attuale della nave di soccorso, affermano fonti del governo spagnolo facendo riferimento a quanto stabilito dal diritto internazionale. Oggi però è arrivato il rifiuto - non si sa se definitivo - direttamente dal governo del socialista Pedro Sánchez. Ma tutti gli armatori sanno bene quel che è accaduto prima al cargo danese Alexander Maersk, rimasto per 3 giorni davanti a Pozzallo con 110 migranti a bordo, e poi alla Sarost 5, una nave di una compagnia del gas tunisina, che invece di giorni in attesa di poter sbarcare i migranti ne ha attesi 22.

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