Batterio killer uccide neonato a Brescia

Neonato ucciso da batterio killer a Brescia: l’infezione contratta in ospedale

Brescia, neonato muore al Civile per un batterio

Quello della Procura di Brescia è stato definito "un atto dovuto" per permettere ai medici indagati di poter nominare un proprio consulente durante l'autopsia sul corpo del bambino, nato prematuro a fine giugno. I genitori anche oggi, nel frattempo, si sono presentati nel reparto di terapia intensiva neonatale dove è ancora ricoverato l'altro figlio, gemellino della vittima, che ha pure contratto il batterio killer in una forma però meno aggressiva rispetto a quella del fratello.

Intanto restano sotto stretta osservazione, e sono in fase di guarigione, i sei neonati ancora ricoverati agli Spedali civili di Brescia, tra i quali anche il gemellino del bimbo morto. "Non si sono verificate nuove complicanze", ha confermato il primario del reparto di terapia intensiva neonatale Gaetano Chirico. Solo un anno fa, ad esempio, l'unità di terapia intensiva neonatale dell'Ospedale La Paz di Madrid era stata chiusa dal ministero della salute spagnolo dopo il contagio di 51 bambini. Inoltre, l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera ha fatto sapere che è stata "avviata una commissione d'inchiesta per verificare misure di sorveglianza e contenimento batterio".

"Il 20 luglio - spiega l'ospedale bresciano - è stata identificata una condizione di malattia da Serratiamarcescens in due neonati, con isolamento del germe da emocolture (del 18 e 19 luglio) ed a un terzo neonato sono stati riscontrati segni clinici di congiuntivite, con isolamento del microrganismo da tampone oculare (effettuato il 19 luglio)".

I piccoli hanno contratto l'infezione mentre erano ricoverati e ora le loro condizioni sono stabili e in graduale miglioramento. Si tratta di un entrobatterio Gram negativo, che si sviluppa nell'intestino di uomini e animali.

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