Spese obbligate, Confcommercio: "Nel 2018 sono il 40,7% dei consumi"

Da bollette e sanità una stangata per gli italiani: «7.300 euro l'anno a...

Da bollette ad affitti, stangata da 7mila euro l'anno

Lo afferma il Codacons, commentando lo studio diffuso oggi da Confcommercio.

Sì attesta al 40,7% sul totale dei consumi, la quota di spese obbligate nel 2018 per ogni italiano. Tuttavia, secondo gli ultimi dati, la quota di spesa assorbita dai carburanti, pur restando rilevante, è ai minimi.

"Ad aggravare tale situazione - aggiunge il Codacons - è la crescita esponenziale delle tariffe legate all'abitazione, come quelle relative ad affitti, rifiuti e acqua, voci che gli utenti sono costretti a pagare anche in presenza di un peggioramento dei servizi resi dagli enti locali". E poi, "le esigenze di risanamento degli squilibri di bilancio regionali imputabili alla spesa sanitaria hanno accresciuto la quota di partecipazione dei cittadini". Un 'posta' che dopo la frenata, in termini di spesa pro capite, dovuta alla crisi sta riscontrando un'inversione di tendenza. La stima è dell'Ufficio studi della Cgia che, in una nota, riporta l'esito dell'ultimo monitoraggio sull'andamento della pressione fiscale.

"Ciò nonostante, tra il 2014 ed il 2018 si è rilevato un ridimensionamento della quota destinata a questa componente delle spese obbligate, la cui incidenza dovrebbe tornare, nel 2018, su valori non dissimili da quelli rilevati nel 1995". Sul fronte consumi, l'altra faccia della medaglia è costituita dalle spese determinate dai gusti e della abitudini dei singoli consumatori, ovvero "commercializzabili" (dagli alimentari all'abbigliamento, dai mobili alle vacanze). Uscite che nel 2018 valgono quasi 10.600 euro annui a testa, rappresentando il 59,3% sul totale dei consumi (17.848 euro). E anche se il dato della pressione risulta "in calo rispetto agli anni precedenti", il peso complessivo del fisco "rimane comunque ad un livello insopportabile", prosegue il report Cgia, per il quale starebbe soprattutto in questo il motivo del malcontento espresso in questi mesi dalle aziende del Nordest. "Se alle troppe tasse aggiungiamo il peso oppressivo della burocrazia, l'inefficienza di una parte della nostra pubblica amministrazione e il gap infrastrutturale che ci separa dai nostri principali competitori economici, non c'è da stupirsi che serpeggi un certo malessere soprattutto tra gli imprenditori del Nordest".

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