Crisi lira turca, un problema che ha radici lontane e profonde

Two year anniversary of failed attempted coup d'etat in Turkey

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Tutto è nato da un combinato di due fattori: le presunte preoccupazioni della BCE per la difficile situazione economica della Turchia e il raddoppio dei dazi su acciaio ed alluminio annunciato Trump ai danni del Paese della Nato (al 20% sull'alluminio ed al 50% sull'acciaio).

"Andate nelle nostre banche, e cambiate gli euro, i dollari e l'oro che nascondete sotto i vostri materassi in lire". E' l'avvetimento lanciato dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan che, in una lettera pubblicata dal New York Times, chiede a Washington di "abbandonare questa idea sbagliata secondo cui la nostra relazione può essere asimettrica, prima che sia troppo tardi". Milano è stata la piazza peggiore e ha chiuso in perdita del 2,5% a 21.090 punti, dopo essere scesa anche del 3%. Oltre al crollo della lira turca, preoccupa che i creditori locali non si siano protetti dalle oscillazioni e siano in difficoltà dal restituire i prestiti sottoscritti in valuta estera.

Il problema anche in questo caso ha risvolti politici, perché la forma di Stato prescelta dalla Turchia - Repubblica presidenziale con pieni poteri al Presidente - consente ad Erdogan di nominare liberamente il governatore della banca centrale e, dunque, orientare la politica monetaria. Un'opzione percorribile sarebbe quella degli aiuti da parte del Fondo Monetario Internazionale, ma ci sono molti dubbi che Erdogan li accetti, perché vorrebbe dire mettersi in una posizione subordinata e di debito rispetto all'Occidente, alleato che sta progressivamente allontanando per avvicinarsi alla Russia di Vladimir Putin. Le dichiarazioni del presidente turco Erdogan. Secondo gli esperti, la soluzione alla crisi turca passa per una serie di scelte a breve termine dolorose, ma che avranno effetti positivi a lungo termine.

In calo tutte le borse europee, ad eccezione di Istanbul in controtendenza. La Turchia si è precipitata in aiuto degli Stati Uniti ogni volta che fosse necessario.

Eppure, la tempesta che ha investito ieri i mercati globali non presenta grandi particolarità rispetto a quanto visto nelle caldissime estati (finanziarie) degli ultimi anni, quando gli scambi rarefatti del periodo estivo hanno amplificato situazioni già in tensione (in precedenza era toccato anche allo yuan cinese). Nel 2017, la Turchia ha esportato 1,5 milioni di tonnellate di acciaio negli Stati Uniti, il suo principale paese di esportazione.

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