Foodora saluta l'Italia: "E' difficile diventare numeri uno in questo paese"

Foodora dice addio all’Italia. Ecco il vero motivo per cui se ne

Foodora lascia l’Italia ma anche Australia, Olanda e Francia

Italia addio, ma senza rancore.

Quando a giugno il leader M5s aveva convocato i maggiori player del settore, fu proprio l'amministratore delegato di Foodora, Gianluigi Cocco, a paventare in quel frangente un possibile abbandono del mercato italiano. Nel nostro Paese, infatti, il servizio di food delivery non ha attecchito come in altre nazioni, con un'impatto che sfiora appena il 3%.

"Tra ieri e oggi si sta cercando di dare al mio impegno per la dignità dei lavoratori la colpa del fatto che Foodora sta lasciando l'Italia". Ne da notizia Il Sole 24 Ore, che riprende un comunicato in cui la società tedesca Delivery Hero, che ha sede a Berlino, ha annunciato di cercare nuovi acquirenti per il suo marchio.

La sortita pubblica di Foodora anti governo non aveva raccolto consensi nelle altre società del settore, che comunque erano preoccupate della bozza del decreto; bozza poi accantonata per un tavolo di concertazione fra esecutivo, aziende e lavoratori dai contorni e dagli esiti ancora incerti.

Ha dichiarato il coofondatore Emanuel Pallua: "La strategia di Delivery Hero è quella di operare in modo economicamente efficiente, con focus su crescita e posizione di leadership in tutti i mercati in cui opera". Evidentemente i passi in avanti non hanno fermato la decisione di Foodora di rinunciare al mercato italiano. Pensate che il mercato in cui ha deciso di investire Foodora è quello tedesco, dove i riders vengono assunti come subordinati e quindi con salario e tutele minimi. Ma nonostante le difficoltà riscontrate negli ultimi mesi, le parole di Pallua filtrano ottimismo: "Siamo consapevoli dei risultati raggiunti finora in Italia e questo annuncio non ha conseguenze sul servizio e sulle modalità con cui operiamo". Nel frattempo la piattaforma continuerà a funzionare anche se a questo punto bisognerà vedere come si comporteranno i rider vestiti di rosa. "La nostra principale priorità è assciurare un futuro di successo anche con una nuova proprietà". E il titolo ha perso fino all'8% alla Borsa di Francoforte. Ad essere interessati all'operazione potrebbero essere proprio i servizi di consegna concorrenti, da Deliveroo a Glovo, che in questo modo riuscirebbero a consolidare la propria fetta di mercato italiana.

Stando a quanto riferisce il Corriere della Sera, la vendita sarebbe limitata alla base clienti e i contratti con i ristoranti di Foodora, ma non il marchio e neppure la base rider.

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