Cassazione: l’assegno di divorzio cambia ancora

Divorzio, Cassazione: «Per calcolare assegno non basta tenore di vita. Conta anche...

Cassazione a sezioni unite: "Nell'assegno di divorzio pesa il tenore di vita"

Le Sezioni Unite, risolvendo il contrasto giurisprudenziale, hanno riconosciuto all'assegno di divorzio la funzione assistenziale, ma nello stesso tempo compensativa e perequativa, sul presupposto che i principi costituzionali della pari dignità di genere e della solidarietà debbano caratterizzare la storia matrimoniale anche dopo lo scioglimento del vincolo.

Secondo gli esperti il cambiamento apportato dalla sentenza potrebbe rimettere di nuovo in discussione gli accordi di divorzio più famosi d'Italia: quelli tra Silvio Berlusconi e Veronica Lario. Da questo momento i coniugi più deboli che proveranno di essere stati artefici della crescita dell'altro, riceveranno un assegno di divorzio, anche se indipendente economicamente, che possa consentire loro una vita dignitosa.

Per l'assegno quindi bisogna mettere insieme più criteri: la valutazione comparativa delle rispettive condizioni economico-patrimoniali, il contributo fornito dall'ex coniuge alla formazione del patrimonio comune e personale, "in relazione alla durata del matrimonio, alle potenzialità reddituali future ed all'età dell'avente diritto". Se fino allo scorso anno si era sempre seguito il criterio del tenore di vita, spesso penalizzando il coniuge che doveva staccare l'assegno, magari unico reddito con doppie case e vite da mantenere, dalla sentenza Grilli erano però emerse altre sperequazioni con persone che non riuscivano a rientrare nel mercato del lavoro dopo passati a curare la famiglia e assegni di mantenimento non adeguati.

"E' da salutare con favore l'intervento delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione in tema di assegno divorzile - comment l'avvocato Marco Meliti, esperto matrimonialista - volto a mitigare gli effetti delle precedenti sentenze che sembravano aver irrimediabilmente segnato il tramonto del diritto alla conservazione del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio".

Per il calcolo dell'assegno famigliare in caso di divorzio bisogna considerare che "il contributo fornito alla conduzione della vita familiare costituisce il frutto di decisioni comuni di entrambi i coniugi, libere e responsabili, che possono incidere anche profondamente sul profilo economico patrimoniale di ciascuno di essi dopo la fine dell'unione matrimoniale".

Il criterio composito così individuato dalla Corte, fondato sulla concretezza e molteplicità dei modelli familiari attuali, consente pertanto di valorizzare finalmente i sacrifici del coniuge debole, tenendo anche ovviamente conto degli anni di durata del matrimonio. "I matrimoni, come i divorzi, non sono tutti uguali: per queste ragioni il giudice dovrà valutare caso per caso", conclude la matrimonialista di Bergamo.

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