Savona torna sul Piano B: "Dobbiamo prepararci al cigno nero".

Savona: uscire dall’euro? Sull’Italia potrebbero decidere altri, pronti a ogni evenienza

Paolo Savona sull'Italexit: "Potrebbero decidere altri l'uscita dell'Italia". E invoca una Bce con più poteri

Il ministro degli Affari Europei Savona avverte il governo sulla necessità di essere pronti ad uscire dall'Euro Poco più di un mese fa Paolo Savona è stato al centro di una disputa tra il neo governo Lega-M5S ed il Presidente della Repubblica Mattarella: in origine, infatti, la Lega lo aveva scelto per essere ministro dell'Economia (incarico adesso affidato a Giovanni Tria), ma la sua posizione anti europeista aveva fatto tentennare il capo di Stato e bloccato la trattativa per la formazione del governo di coalizione. Quanto alle polemiche che hanno preceduto la sua nomina Savona si è limitato a dire: "Dal momento che sono stato delegittimato dai media ho cercato legittimazione democratica. La mia posizione è di essere pronti a ogni evenienza, non alla normalità ma al cigno nero".

Il ministro poi ha annunciato un incontro a breve con il numero uno della Bce, Mario Draghi. Badate che potremmo trovarci in situazioni in cui sono altri a decidere. Inoltre è necessario affidargli anche pieni compiti sul cambio. "È per questo che mi sono mosso in questo modo".

E ancora: "Mi dicono: 'Ma tu vuoi uscire dall'euro'".

Parole molto criticate dall'ex ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, secondo cui le parole di Savona generano preoccupazione nei mercati finanziari. "Se siamo nell'Unione Monetaria - aggiunge il vicepremier - la Bce deve fare realmente come una banca europea, cambiando lo statuto in modo da atteggiarsi veramente da banca centrale". Una tale lacuna si riflette sugli spread dei tassi dell'interesse interni all'Eurozona creando disturbi anche gravi alla stabilita' finanziaria e fiscale che si trasmettono inevitabilmente alla crescita reale.

La soluzione "di politica economica individuata dal governo è questa: rilanciare gli investimenti per la crescita" e quindi aumentare il Pil senza che "Parlamento e governo mostrino fretta sul lato della spesa corrente". "Lo spread - ha aggiunto Savona - resta elevato perché gli operatori attendono di conoscere come il governo intende realizzare i provvedimenti promessi all'elettorato, soprattutto reddito di cittadinanza, flat tax e revisione della legge Fornero". I mercati temono che la realizzazione del programma di governo faccia aumentare il debito pubblico e di questi timori, sottolinea il ministro "il governo ne deve tenere conto".

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