Regno Unito: Ministro esteri Boris Johnson si dimette

Si è dimesso David Davis il ministro per la Brexit

Brexit, il governo May perde pezzi. Lascia anche Johnson: "Il sogno sta morendo"

Boris Johnson ha rassegnato le dimissioni da ministro degli esteri del governo britannico, diventando il terzo ministro in 24 ore a uscire dal governo in polemica con i piani di Theresa May su una Brexit "soft". Un portavoce di Downing Street ha detto: "Questo pomeriggio, il primo ministro ha accettato le dimissioni di Boris Johnson come segretario agli affari esteri".

May continua quindi a difendere la sua linea e reagisce così alle doppie dimissioni, del ministro per la Brexit David Davis prima, e del ministro degli Esteri, Boris Johnson poi.

Secondo fonti citate dal quotidiano britannico The Guardian, Davis ha confidato ad amici di non poter sostenere la linea della premier, che prevede la creazione di un'area di libero scambio tra Unione Europea e Regno Unito sulla base di regole comuni.

Le dimissioni di Johnson hanno invece causato un dietrofront della sterlina con GBP/USD sceso a 1,3242 sui minimi di giornata rispetto a al picco intraday a 1,3363 di questa mattina (massimo a due settimane), a testimonianza dell'umore degli investitori che vedono ora una spaccatura nel governo May difficilmente risanabile. La premier, che stamane avrebbe dovuto illustrare al Parlamento la nuova strategia del Governo nei negoziati con la Ue, ha nominato un nuovo ministro responsabile di Brexit: Dominic Raab, grande sostenitore di Brexit. Una mossa motivata dall'approccio soft del primo ministro sulla Brexit, che era stato sancito venerdì scorso dal documento firmato al termine del consiglio dei ministri.

Dopo Davis, la stessa scelta l'ha fatta Johnson, sostituito da Jeremy Hunt, considerato un Tory "moderato" sul dossier europeo, oltre che una figura leale verso la premier.

"La Brexit dovrebbe essere relativa a opportunità e speranza". Concessioni interpretate da diversi deputati della corrente dei falchi come un cedimento, ma su cui inizialmente la premier sembrava aver ricomposto una sia pur fragile unanimità in seno al gabinetto. Theresa May non ha fatto in tempo a sostituire uno che un altro ha dato forfait.

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