Thailandia, via alle operazioni di salvataggio

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Hanno guardato avanti senza porsi troppe domande.

Dopo il salvataggio di 4 dei 12 baby calciatori intrappolati in una grotta in Thailandia avvenuto nella mattinata di domenica (ora italiana), non sono ancora riprese le operazioni per gli altri ragazzini. Nel loro volto c'è ancora tensione, paura. Due di loro, secondo le autorità locali, sarebbero già stati trasportati in ospedale per accertamenti. "I ragazzi sono pronti ad affrontare qualsiasi sfida" ha detto il capo dei soccorsi Narongsak Osottanakorn ai giornalisti. Quindi saranno portati via gradualmente, uno alla volta, ha detto Narongsak.

"Sei di loro sono usciti", ha annunciato un funzionario del ministero della Difesa, parlando a condizione di anonimato.

È probabile che il mercantile abbia preferito non prendere a bordo i migranti per evitare odissee come quella della "Maersk" che, due settimane fa, è rimasta in mare diversi giorni con il uso carico di uomini, donne e bambini, in attesa che l'Italia assegnasse il porto sicuro.

Sono necessarie 11 ore per compiere il percorso di andata e ritorno, e l'ultimo chilometro viene percorso in circa tre ore.

Thailandia, le ambulanze con i primi due ragazzi estratti dalla grotta Le ambulanze con i primi due ragazzi usciti in superficie hanno lasciato il campo base all'entrata della grotta Tham Luang per dirigersi verso gli elicotteri in stand by in un prato lì vicino. Un'eventuale salita del livello d'acqua all'interno potrebbe complicare e allungare i tempi delle operazioni di recupero. Inoltre, alcuni dei ragazzi non sanno nuotare.

Il punto più difficile del tragitto è lungo il cunicolo che va dalla ex Pattaya beach dove erano rifugiati i ragazzi alla "Camera 3": particolarmente difficile per la complessa e stretta conformazione della grotta che in certi punti si restringe a buchi non più larghi di 70 centimetri, con saliscendi continui e ripidi.

I 12 ragazzi saranno divisi in un primo gruppo di quattro persone, seguiti da tre gruppi di tre. La possibile carenza di ossigeno era già un timore il 5 luglio, ed è causata dall'alto numero di soccorritori che si alternano nei cunicoli semi-sommersi per arrivare ai ragazzi. Il coach era stato segnalato come il più debole anche perché aveva rinunciato alla sua parte di cibo per lasciarla ai ragazzi.

"Le piogge sono una delle principali preoccupazioni, l'acqua potrebbe tornare a inondare i tunnel", ha spiegato il portavoce, ricordando che oggi è previsto un intensificarsi delle precipitazioni.

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