Vaccini, per iscrivere i bambini a scuola basterà l'autocertificazione

Vaccini, l'autocertificazione sarà sufficiente per la frequenza a scuola

Vaccini, per iscriversi a scuola l'autocertificazione resta valida ancora un anno

L'obbligatorietà - di fatto - resta, ma anche in seguito ai problemi delle anagrafi vaccinali e al conseguente rilascio dei documenti dalle Asl si è deciso che le famiglie possono certificare ancora per il prossimo anno scolastico l'avvenuta vaccinazione.

E nessun automatismo sulla sanzione in caso di mancanza di vaccinazione: "La comminazione della sanzione amministrativa, infatti - continua la ministra - non consegue, in via automatica, alla mancata presentazione della idonea documentazione per l'iscrizione scolastica, ma rappresenta l'esito, solo eventuale, di un delicato percorso di accompagnamento al recupero, che viene avviato dall'Azienda Sanitaria con i genitori dei minori non vaccinati e che prevede lo svolgimento di colloqui personalizzati, anche con il coinvolgimento del pediatra di libera scelta e il medico di medicina generale". A quanto apprende Quotidiano Sanità da fonti ministeriali è quello che prevede la nuova circolare congiunta Miur-Salute che sarà presentata domani a Lungotevere Ripa dal Ministro della Salute, Giulia Grillo e dal Ministro dell'Istruzione, Marco Bussetti. Nel provvedimento si stabilisce che entro il 10 luglio 2018 per l'iscrizione ad asili e materne, e per non essere sanzionati, basterà presentare un'autocertificazione.

"Non una misura temporanea - ha detto il Ministro Grillo durante un question time appena conclusosi - ma accorgimenti per rendere meno conflittuale il rapporto tra cittadino e istituzioni". Sono esonerati anche i bambini che hanno specifiche condizioni cliniche per cui il vaccino non può essere somministrato, come nel caso di gravi reazioni allergiche. Ha precisato, a tal proposito, che non si tratterà di "una semplice proroga del 10 luglio, ma una significativa semplificazione dell'onere documentale a carico dei genitori dei minori di anni sedici, che frequentano le scuole di ogni ordine e grado e i servizi educativi per l'infanzia". Proprio per questo traguardo raggiunto, oggi "grazie all'arresto del trend in diminuzione delle coperture vaccinali, è possibile tenere in maggiore considerazione le esigenze di semplificazione dell'attività amministrativa, senza pregiudizio per l'interesse pubblico alla tutela della salute".

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