Cannabis "light", Consiglio superiore Sanità: stop vendita prodotti

Il Consiglio Superiore di Sanità boccia la vendita della

Cannabis light, parere del Consiglio superiore di sanità: “Pericolosità non può essere esclusa,…

"Sui numerosi campioni testati nei laboratori, solo in sei casi sono risultati valori in combinazione di Thc compresi tra lo 0,2 e lo 0,6%, che sono comunque limiti consentiti dalla legge", spiega Grillo, secondo cui "la conclusione di chiedere il divieto di vendita sarà tutta da valutare alla luce di reali prove di nocività".

I PARERI - Composto da 30 membri non di diritto, esperti nei vari settori della medicina e chirurgia e della sanità pubblica, nominati dal ministro della Salute, e da 26 componenti di diritto, come ricorda il sito del ministero, "il Consiglio esprime parere obbligatorio sui regolamenti predisposti da qualunque amministrazione centrale che interessino la salute pubblica; sulle convenzioni internazionali relative alla predetta materia; sugli elenchi delle lavorazioni insalubri e dei coloranti nocivi; sui provvedimenti di coordinamento e sulle istruzioni obbligatorie per la tutela della salute pubblica da adottarsi dal Ministero della salute, ai sensi dei nn". È questo il parere formulato dal Consiglio superiore di Sanità su richiesta, lo scorso febbraio, del ministero della Salute. "Lo dico anche ai tanti cittadini che mi hanno inviato mail allarmate e che dopo aver investito in un'attività dichiarata legale da una legge del 2016 non possono ora pagare il prezzo per una mancata regolamentazione". Pertanto, il CSS ha chiesto che siano attivate delle misure per impedire il commercio di prodotti a base di cannabis light. Il Css sottolinea anche come il consumo "avviene al di fuori di ogni possibilità di monitoraggio" e quindi anche di controllo "della quantità effettivamente assunta e degli effetti psicotropi che questa possa produrre, sia a breve che a lungo termine". Sulla prima questione il Consiglio "ritiene che la pericolosità dei prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa, in cui viene indicata in etichetta la presenza di cannabis o cannabis light o cannabis leggera, non può essere esclusa".

Stop quindi alla vendita della cannabis light in Italia? L'organo consultivo del Ministero della Salute ha affermato che non si può escludere la pericolosità dei prodotti contenenti le infiorescenze di canapa.

La canapa è sempre stata presente in molte parti del mondo; infatti, esistono varie specie (o varietà) di canapa, che hanno sviluppato caratteristiche specifiche sulla base dell'ambiente 13 in cui si sono sviluppate: Cannabis sativa è pianta imponente, tipica dei Paesi caldi; Cannabis indica è bassa e cespugliosa, tipica di climi rigidi di montagna; Cannabis ruderalis resiste al rigido inverno russo e non regola la fioritura in modo stagionale, in base alle ore di sole (autofiorente).

Secondo Coldiretti il giro d'affari stimato è di oltre 40 milioni di euro, che si sviluppa sia nei negozi veri e propri, sia su internet.

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