Cannabis light, che succede ora?

Il Consiglio Superiore di Sanità boccia la vendita della

Cannabis light, parere del Consiglio superiore di sanità: “Pericolosità non può essere esclusa,…

A questo punto "è il ministro stesso - spiega la presidente del Consiglio superiore di Sanità, Roberta Siliquini - secondo quello che ritiene più giusto fare, a trasmettere il parere ad altri soggetti".

In un parere richiesto a febbraio dal segretariato generale del ministero della Salute l'organo consultivo raccomanda "che siano attivate, nell'interesse della salute individuale e pubblica e in applicazione del principio di precauzione, misure atte a non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti". A scriverlo nero su bianco è il Consiglio superiore di Sanità (Css), perché "non può esserne esclusa la pericolosità".

"Potenzialmente pericolosa per la salute".

Accolgono con favore la decisione del Css le associazioni dei genitori, mentre l'Associazione Luca Coscioni afferma: "Sfidiamo il Consiglio Superiore di Sanità a portare avanti studi propri se ne è capace, invece che raccogliere dati in letteratura", ricordando che, di recente l'Organizzazione Mondiale della Salute ha avvitato, per la prima volta nella storia, una revisione delle proprietà terapeutiche della cannabis con probabile declassificazione della sua pericolosità nelle tabelle internazionali. Per le sue caratteristiche farmacocinetiche e chimico-fisiche Thc e altri principi attivi inalati o assunti con le infiorescenze di cannabis sativa possono penetrare e accumularsi in alcuni tessuti, tra cui il cervello e grasso, ben oltre le concentrazioni plasmatiche misurabili, con un consumo che avviene al dì fuori di qualsiasi possibilità di monitoraggio e controllo delle quantità effettivamente assunte.

Anche perché - aggiunge il CSS - non è stato ancora valutato il "rischio al consumo di tali prodotti in relazione a specifiche condizioni, quali ad esempio età, presenza di patologie concomitanti, stati di gravidanza e allattamento, interazioni con farmaci, effetti sullo stato di attenzione".

Questo naturalmente è il parere del CSS che è importante sottolineare non è vincolante per il Ministero della Salute.

Duro colpo per coloro che hanno aperto un grow shop e hanno deciso di vendere cannabis light. Ora che il Css ha dato il suo parere, spetta al Ministero della Salute scegliere se intervenire. Un aumento di attività su cui la Procura di Macerata ha voluto indagare, delegando le attività agli agenti della Squadra Mobile di Macerata che, guidati dal capo Maria Raffaella Abbate, hanno chiuso 2 negozi del circuito Grow-Shop nella provincia maceratese, arrivando fino al capoluogo dorico.

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