Trump e Kim, la stretta di mano storica a Singapore

Rodman: lacrime per la pace Usa-Corea:

Trump e Kim, la stretta di mano che entra nella storia

Nella conferenza stampa che che si è tenuta dopo il summit, Donald Trump ha definito "storico" l'incontro con Kim e ha parlato di "un messaggio di pace" per l'America, la Corea del Nord e il mondo intero.

Il summit di Singapore è stato probabilmente troppo breve e sbrigativo (è durato dalle 9 alle 14), e con solo una minima parte del pathos che aveva caratterizzato l'incontro tra Kim e il presidente sudcoreano Moon Jae-in lo scorso aprile, perché l'onda lunga delle strette di mano, delle pacche sulle spalle e delle promesse di pace a favore di telecamere riesca ad arrivare fino novembre, per le elezioni di mid term. Tra i "papabili", anche Kim Yong Chol, considerato il braccio destro di Kim, vicepresidente del Comitato centrale del Partito dei Lavoratori, ex capo dello spionaggio di Pyongyang, che ha avuto un ruolo centrale nella ripresa dei colloqui e il 2 giugno ha portato alla Casa Bianca la missiva che ha spianato la strada. Una grande vittoria per la Corea del Nord nel cui cuore Trump è convinto di ver fatto breccia con un video dai connotati hollywoodiani proiettato all'inizio della conferenza stampa e le cui immagini promettono a Kim un futuro radioso di modernità e ricchezza. Non era mai successo che un presidente americano in carica stringesse la mano a un leader nordcoreano e in generale i rapporti tra i due paesi sono sempre stati molto tesi. Stando a quanto comunicato nei giorni scorsi, Trump dovrebbe lasciare Singapore entro la sera di oggi. "Vorrei esprimere gratitudine al presidente Trump per aver fatto accadere questo incontro", ha detto il leader nordcoreano Kim. In cambio della rinuncia alle armi nucleari, Trump è inoltre pronto a offrire a Kim garanzie "senza precedenti" per la sua sicurezza e aiuti finanziari al Paese. "Abbiamo ricevuto telefonate interessate a effettuare preparativi per future attività in Corea del Nord", ha detto al quotidiano americano il partner Cook Yoo.

Tuttavia gli elementi precisi, le eventuali contropartite chieste da Kim e tutti i dettagli restano per il momento in ombra, sapientemente sovrastati da spiccati tratti cinematografici che hanno colorato il contesto altrimenti molto più bucolico che hollywoodiano dell'hotel di Sentosa, in Singapore. L'accordo firmato con Kim Jong-un è "completo".

La Corea del Nord, secondo un'indagine delle Nazioni Unite del 2014, è colpevole di "atrocità indicibili" che richiamano alla mente la Germania nazista; gli abusi, però, non sono stati discussi dai due leader, che si concentreranno sulla denuclearizzazione di Pyongyang. Ma non si aspettava che Trump concedesse così tanto al primo appuntamento, ipotizzando la cancellazione degli esercizi militari congiunti e addirittura il ritiro delle truppe americane nel Sud. Lo scontro sui dazi doganali ha messo in rilievo la posizione di forza degli Stati Uniti nei confronti degli altri sei Paesi e soprattutto nei confronti di un'Europa incapace di emanciparsi dalla tutela americana e che si atteggia a "supplicante" nei confronti di Washington.

Il processo di denuclearizzazione della Corea del Nord inizierà "molto velocemente". Trump oggi ha scritto la storia. Il premier giapponese aveva capito subito che per gli alleati storici degli Stati Uniti si prospettavano tempi tumultuosi sul fronte commerciale.

Kim Jong-un ha anche invitato Trump a Pyongyang per un secondo vertice a luglio.

Altre Notizie