Migranti, altre 800 persone soccorse al largo della Libia

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150 migranti intercettati al largo della Libia

Anche perché la stragrande maggioranza dei migranti salvati in mare proviene dai paesi sub-sahariani e si è imbarcata sulle coste libiche, sfuggendo dunque alla sorveglianza delle autorità di Tripoli con cui il governo Gentiloni aveva stretto accordi. Ma le chiusure italiane indurranno chi è ancora a terra a pensarci sopra mille volte prima di imbarcarsi. "E ciò significa che le loro partenze sono destinate a diminuire", spiega Ayoub Qasem, comandante della marina militare a Tripoli. "Non li vogliamo, ma voi europei con la vostra cieca politica umanitaria ci create problemi immensi" dicevano mesi fa i responsabili dei porti di Misurata e Garabulli. Insomma l'inviato del Corriere sostiene con grande tranquillità posizioni che la maggior parte degli opinionisti politicamente corretti dei talk show televisivi bollerebbero come "populiste".

Dal responsabile della guardia costiera per la regione di Tripoli, Massud Abdel Samat, arrivano critiche alle Ong: "per noi hanno sempre rappresentato un ostacolo gigantesco". Sappiamo che, almeno alcune di loro, sebbene non tutte, operano a fini umanitari.

Questa mattina il ministro dell'Interno Matteo Salvini, però, ha twittato che non darà un porto alla Sea Watch 3, nave di soccorso della omonima Ong tedesca senza parlare però della sorte dei migranti che viaggiano sulle altre navi. Ma occorre che adesso il nuovo governo italiano si coordini con noi. In Libia abbiamo le capacità per fermare le bande degli scafisti.

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