Aquarius, portavoce partito Macron linea italiana "da vomitare"

Aquarius, portavoce partito Macron linea italiana

Chiusura dei porti, le conseguenze legali per l’Italia

Sul fronte transalpino il movimento En Marche!, partito fondato dal presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron, usa aggettivi pesanti definendo il comportamento dell'Italia "irresponsabile e cinico".

Il 14 aprile 2016, durante una sessione di formazione dedicata alla Scuola superiore della magistratura, è stato evidenziato un caso che fa giurisprudenza; si tratta di una sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu) relativa a un contenzioso tra Georgia e Russia scaturito da un'espulsione di massa operata da Mosca ai danni di una comunità georgiana.

Migranti in arrivo al porto di Malaga. "Una forma di cinismo e di irresponsabilità" da parte dell'Italia, aveva detto Macron al termine del consiglio dei ministri a Parigi secondo quanto riferito dal portavoce Griveaux. Il compromesso raggiunto vede Fincantieri leader con il 51%, come chiedeva l'Italia, sia pur con un 1% a prestito dallo Stato francese e la Francia che mantiene un ruolo strategico nei cantieri. "Parlano proprio loro", la replica del capo politico M5s. Per Attal, "un pensiero va prima di tutto alle 629 persone che sono sulla nave" Aquarius, che sabato ha salvati i migranti al largo delle coste della Libia e da allora e' bloccata in mare dopo che l'Italia ha negato i porti, chiedendo a Malta di accoglierli. Io voglio lavorare serenamente con tutti, ma con un principio: "prima gli italiani".

"La Francia - ha detto ancora il vicepremier - ha preso finora dall'Italia 640 immigrati, ma si era impegnata a prenderne 9610". Di navi Ong non ce n'è una con bandiera italiana, sono tutte straniere.

L'irritazione a palazzo Chigi è tale che si arriva anche a valutare la possibilità di far saltare la visita del premier Giuseppe Conte a Parigi venerdì prossimo. Nel corso di un successivo incontro con il ministro italiano Delrio, però, la ministra francese Elisabeth Borne precisava che, pur nel contesto di revisione sulle grandi opere, i lavori proseguivano e gli impegni internazionali restavano confermare. L'opposizione credibile e necessaria alla svolta che il Paese sta prendendo sui temi dell'integrazione, dell'accoglienza e della solidarietà e relegata al blocco sociale che in queste ore sta andandosi a coagulare qui fuori, ai sindaci che hanno deciso di alzare la voce e alle associazioni che da sempre sostituiscono lo Stato (o addirittura lo combattono) per mantenere potabili livelli di assistenza.

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