Novità Pensioni: Quota 100 e Ape Chi ci Rimette?

Pensioni Quota 100 cos'è come funziona e cosa prevede la nuova riforma

6 giugno 2018

Al momento le indiscrezioni circolate dal fronte Lega ipotizzano l'introduzione della quota 100 tra età e contributi con un'età minima di 64 anni e la possibilità di andare in pensione a qualsiasi età avendo 41 anni e mezzo di contributi, requisiti però che dovranno tenere conto di altri paletti, soprattutto sul fronte dei contributi figurativi. "Una volta fatto il taglio delle pensioni d'oro si ritroveranno e perderanno su tantissimi ricorsi". Vedremo se con la riforma delle pensioni che intende varare il nuovo governo ci sarà un'inversione di tendenza. Si tratta di un beneficio che permette alle donne di potersi ritirare dal lavoro con dei requisiti anagrafici più favorevoli in confronto a quelli in vigore dal 2008 in poi.

Il decreto che lo stabilisce è il dm 15 maggio del ministero del lavoro, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, - un atto non d'iniziativa del nuovo governo, ma dovuto in base a una riforma del 2009 - che fissa i coefficienti di trasformazione del montante contributivo validi dal 2019 al 2021 (i coefficienti che applicati al totale dei contributi versati durante la vita lavorativa, determinano l'importo annuo di pensione cui ha diritto il lavoratore). Insomma, la confusione derivante dalla nuova pensione anticipata è parecchia, e le paure sono numerose.

Stessa circostanza per Antonia una lavoratrice del settore pubblico madre di un figlio invalida civile all'80% nata nel 1956 con 29 anni di contributi frutto di carriere miste (25 anni nel pubblico impiego, 3 nel settore privato e uno nella gestione separata dell'Inps). Un'eccessiva penalizzazione rischia infatti di frenare la flessibilizzazione apportata dalla Quota 100, lasciando il lavoratore "a corto" di versamenti importanti al fine di raggiungere l'anzianità utile alla quiescenza. In sostanza, i lavoratori con 41 anni di contributi a prescindere dall'età anagrafica potranno andare in pensione da subito. A regime attuale non può contare sull'ape sociale in quanto non rientra in alcun profilo di tutela previsto dalla legge. Lo stesso lavoratore adesso andrebbe in pensione a 67 anni con un assegno di 900 euro al mese. Ancora, c'è chi teme l'annullamento delle pensioni agevolate già esistenti, come la pensione di anzianità con le quote riservata agli addetti ai lavori usuranti, chi ha paura dell'annullamento dell'Ape... Nell'ipotesi migliore i conti sono semplici perchè il vantaggio sarà evidente per tutti. Come dire che chi ha lunghi periodi di disoccupazione indennizzata, integrazioni salariali, mobilità e congedi rischierebbe di non poter centrare il requisito contributivo minimo richiesto (36 anni). Nel caso in cui il risultato della somma non corrisponda a una cifra esatta, per calcolare la quota i mesi devono essere trasformati in decimi. CI PERDE: Con le regole attuali uscirebbe nel 2019 con 41 anni e cinque mesi di contributi (l'anno prossimo scatta l'aumento di cinque mesi legato all'aspettativa di vita).

L'uscita dal lavoro a 64 anni, dunque con la Quota 100, potrebbe comportare un taglio dell'assegno di almeno l'8% secondo una prima stima.

Tra le novità della riforma pensionistica del Governo Lega - M5S c'è la pensione quota 100.

Una ulteriore variabile riguarda anche la possibilità di mettere assieme la contribuzione mista gratuitamente. "E quando il sistema contributivo entrerà a regime si arriverà a percentuali di perdita ben più sostanziose".

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