L'Austria chiude 7 moschee e espelle imam. Il sostegno di Salvini

Come ha ribadito il cancelliere Kurz (Oevp) "in Austria non c'è spazio per società parallele e radicalizzazioni", mentre il vice cancelliere della Fpoe Heinz-Christian Strache ha aggiunto:"Non tolleriamo predicatori dell'odio che agiscono in nome della religione". Sono inoltre una quarantina gli imam dell'Atib rischiano di perdere i loro permessi di soggiorno. E avviene attraverso un decreto dell'ufficio della cancelleria competente per le questioni religiose.

"Le scelte ideologiche del governo austriaco violano i principi della legalità internazionale, le politiche di integrazione sociale, i diritti delle minoranze e l'etica della coesistenza", ha scritto Kalin.

Diverso l'avviso del leader della Lega Matteo Salvini, che ha twittato: "Chi usa la propria fede per mettere a rischio la sicurezza di un Paese va allontanato!".

L'Austria affonda la sua lama contro "l'islam politico". Per Kalin, la chiusura delle moschee e l'espulsione degli imam "è il frutto dell'ondata anti-islamica, razzista, discriminatoria e populista" nel Paese. Intanto il dibattito è aperto, e c'è chi ha messo in guardia da un provvedimento che non risolverebbe il problema: si potrebbe produrre addirittura l'effetto opposto, dando la sensazione di una persecuzione dallo Stato, che spinge all'estremismo, ha spiegato il politologo Thomas Schmiedinger a der Standard. Con due obiettivi: contrastare il radicalismo in Austria e punire il mancato rispetto della legge sull'islam, che bandisce, fra l'altro, i finanziamenti dall'estero.

Il governo ha anche dichiarato che 60 di 260 imam presenti in Austria saranno sottoposti a indagini dalle autorità austriache. La decisione coinvolge una moschea gestita da un'organizzazione di estrema destra turca a Vienna e sei gestite dalla comunità religiosa araba, ha reso noto il cancelliere Sebastian Kurz in una conferenza stampa.

Nello specifico, da questa moschea di Vienna sarebbero state diffuse delle immagini che ritraggono diversi bambini vestiti da soldati e impegnati nella rappresentazione storica della battaglia di Gallipoli, avvenuta durante la Prima guerra mondiale e durante la quale l'Impero Ottomano sconfisse l'Impero Britannico e la Francia.

Altre Notizie