Sanzioni sul Pos obbligatorio: lo stop del Consiglio di Stato

Pos, stop alle sanzioni per chi non accetta i pagamenti con carte

POS obbligatorio senza sanzioni per chi non accetta pagamenti con carte e bancomat

Il presidente dell'Ascom, Patrizio Bertin, saluta con soddisfazione il parere del Consiglio di Stato che elimina, di fatto e di diritto, le sanzioni che, teoricamente, avrebbero dovuto ricadere su commercianti, artigiani e professionisti che non avessero accettato il pagamento tramite Pos.

Pertanto, lo schema di regolamento sopra riportato adotta una soluzione che viola il principio della riserva di legge, basando la sanzione sull'applicazione dell'articolo 693 del cp che recita: "Chiunque rifiuta di ricevere, per il loro valore, monete aventi corso legale nello Stato, è punito con la sanzione amministrativa fino a trenta euro".

Si prevede, nello specifico, che a decorrere dal 30 giugno 2014,"i soggetti che effettuano l'attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionale, sono tenute ad accettare anche i pagamenti effettuati attraverso carte di debito e carte di credito; tale obbligo non trova applicazione nei casi di oggettiva impossibilità tecnica". Ma così non è stato. Questo argomenta che "l'assenza di un'esplicita previsione legislativa di taluni parametri necessari per la individuazione degli elementi essenziali ai fini della individuazione della sanzione da irrogare (natura giuridica, entità, competenza alla sua irrogazione, ecc.) ha indotto il Ministero dello sviluppo economico a prospettare come unico riferimento normativo "assimilabile" al rifiuto di accettazione di pagamenti con carte di debito e carte di credito la condotta considerata dall'articolo 693 c.p. e conseguente applicazione, in via estensiva, della sanzione ivi prevista". 693 del Codice Penale e alla sanzione applicata in caso di rifiuto di pagamenti con moneta in corso di validità. Secondo il Consiglio di Stato "l'obiettivo di una efficace lotta al riciclaggio, all'evasione e all'elusione fiscale - da incentivare attraverso la completa perimetrazione del quadro giuridico di riferimento, anche mediante la sua omogeneizzazione - deve, però, necessariamente essere conseguito con l'adozione di provvedimenti rispettosi, sotto l'aspetto formale e sostanziale, dei principi fondamentali dell'ordinamento giuridico".

Ora, cosa accade? Che per i giudici, il Legislatore non ha definito importo minimo e massimo della sanzione, indicazione dell'autorità competente ad irrogarla, procedure da applicare. Non viene, cioè, rispettato il principio in base al quale nessuna sanzione "può essere imposta se non in base alla legge".

Come ormai è noto, la legge che ha introdotto l'obbligo di accettare pagamenti elettronici (la numero 221 del 2012) non ha stabilito sanzioni per i trasgressori, né l'hanno fatto leggi successive.

Il disegno di legge 1747, già dal 2015 prevedeva 500 euro di multa per il professionista sprovvisto di pos.

Allo stesso tempo, professionisti e commercianti chiedevano agevolazioni per sopportare i costi di Pos, installazione, canone, commissioni. Ma il problema è che vengono usati poco, come dimostrano i dati Bankitalia che confermano appena 1373 operazioni registrate per ogni dispositivo, evidenziando ancora una volta come gli italiani continuano a preferire i contanti.

In definitiva, per Palazzo Spada la sanzione eventualmente applicabile in caso di violazione dell'obbligo di cui all'art.

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