Governo, Salvini: "Con la flat tax ci guadagnano tutti"

Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Luigi Di Maio

Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Luigi Di Maio

La flat-tax è il cavallo di battaglia della Lega, il partito di destra vuole applicarla sia alle imprese che alla famiglia, ma cerchiamo di capire come funziona. Una "flat tax", invece, per definizione dovrebbe avere un'aliquota soltanto.

Per quanto riguarda le famiglie, invece, Siri ha annunciato che si comincerà "già dal 2019 con dei parametri che andranno a perfezionarsi nel 2020 fino a completarla". Qui le tasse sarebbero a 30mila euro. L'ambizione è quella di riuscire a contare di più rispetto al passato, di essere maggiormente presenti ai tavoli istituzionali della Ue, di riuscire a dettare almeno una parte dell'agenda delle riforme, a cominciare dal tema degli immigrati e dal fatto che maggiore sicurezza e controllo, sul nostro territorio, può anche significare un contributo finanziario europeo, visto che la Merkel, come altri esponenti europei, ammettono apertamente che sul tema siamo stati in qualche modo abbandonati da Bruxelles. e dai principali partner. "È chiaro ed evidente - ha insistito - che chi guadagna di più avrà più soldi da investire".

Insomma se si ragiona in termini di nucleo fa miliare anziché di reddito singolo la progressività del prelievo fiscale va ancora più a farsi benedire, tanto più se la famiglia è numerosa. Per arrivare a risparmi maggiori bisogna salire fino a oltre ai 30 mila euro nel caso di single e sopra gli 80 mila nel caso di famiglie con due redditi. Stando ai dati ufficiali, non saranno tantissimi i contribuenti a ricadere in questa fascia. Metà degli italiani, infatti, dichiara di guadagnare meno di 16 mila euro l'anno: dall'attuale sistema non otterrà nessun vantaggio o quasi.

Questo perché la flat tax comporterà l'abolizione di una serie di detrazioni fiscali che di fatto finiscono con l'abbattere l'Irpef dovuta. I risparmi più consistenti della flat tax, già ribattezzata dual tax, si registrano nella fascia fra i 60 e gli 80mila euro. Un'incognita non da poco, quest'ultima, sull'obiettivo della semplificazione, perché per un'ampia fascia di contribuenti imporrebbe di mettere a confronto due sistemi fiscali diversi per individuare il più conveniente. Un sistema che non incoraggia il lavoro femminile. La Lega, però, aveva formulato una proposta ancora più estrema, ovvero quella di una flat tax al 15 per cento.

Altro dossier con il quale dovrà confrontarsi il neoministro Tria è quello del reddito di cittadinanza, che prevede 780 euro mensili per chi ha perso il lavoro. Per attivare la misura, secondo il M5S, sono necessari circa 17 miliardi di euro.

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