La Palestina all'Argentina: "Bruciamo le maglie di Messi se gioca in Israele"

Credit Afp

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In questo oltre alle implicazioni politiche ci sono pure quelle economiche: "per questa partita Israele pagherà oltre due milioni di dollari e coprirà i costi di trasferta", ha affermato Moores. Poi però le minacce hanno oltrepassato i confini mediorientali e sono arrivate fino a Barcellona, dove si sta allenando l'albiceleste. Già la scorsa settimana il numero 1 della Federcalcio palestinese Jibril Rajoub aveva scritto a Claudio Tapia, presidente della FA argentina, accusando Israele di usare la partita come "strumento politico", dato che servirà anche come celebrazione dei 70 anni dello Stato di Israele, che il mondo arabo non riconosce. "Lo stato della Palestina è stato occupato da Israele nel 1967" aveva dichiarato Husni Abdel Wahed, ambasciatore palestinese in Argentina. Stando a fonti citate dal giornale israeliano Haaretz, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe parlato con Macri martedì, cercando di evitare l'annullamento della partita, senza successo. Ma non appena si è avuta certezza dell'incontro concordato dalle due Federazioni, subito da parte statale era stato richiesto che il match si trasferisse a Gerusalemme. Inoltre erano state organizzate manifestazioni a Buenos Aires e Barcellona per chiedere a Messi di non giocare l'amichevole in programma a Gerusalemme: in particolare a Barcellona, durante un allenamento della nazionale argentina, diverse persone si erano presentate con bandiere palestinesi e maglie della nazionale argentina macchiate di sangue, per denunciare le violenze compiute da Israele contro i palestinesi. Lo ha detto Jibrib Rajoub, presidente della Federazione calcio palestinese, dopo la decisione dell'Argentina di sospendere l'incontro con Israele.

"La cancellazione - ha aggiunto, citato dalla Wafa - è un colpo al governo di Israele".

"Una vergogna" - "È una vergogna che le star del calcio argentino abbiano ceduto alle pressioni degli odiatori di Israele il cui unico obiettivo è quello di danneggiare il diritto di Israele alla sua difesa e di provocare la sua distruzione". Gonzalo Higuaín, attaccante argentino della Juventus, ha detto a ESPN: "Alla fine hanno fatto la cosa giusta, perché la logica e la salute vengono prima di tutto il resto".

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