Trapianto e trasfusioni in utero: è la prima volta al mondo

Il delicato intervento per trattare la malattia di cui soffriva, l'alfa talassemia maggiore, spesso letale per il feto.

E' ancora troppo piccola per saperlo, ma la sua vita nell'utero è stata piuttosto 'movimentata': tre mesi prima di nascere Elianna Constantino ha ricevuto infatti cinque trasfusioni di sangue e un trapianto di cellule staminali ricavate dal midollo osseo della madre, e poi iniettate con un ago nel cordone ombelicale.

Grazie alle trasfusioni la gravidanza è stata portata a termine e il parto, avvenuto lo scorso febbraio presso l'Ucsf Benioff Children's Hospital di San Francisco, è andato a buon esito.

Per ora la bambina deve continuare a sottoporsi a trasfusioni di sangue come le altre persone che soffrono della stessa malattia. La bambina, nata alla 37esima settimana di gestazione, ora si trova con i suoi genitori e gli esperti sono in attesa di scoprire se l'operazione effettuata sia da considerarsi un successo oppure no. Ma come è possibile?

Qualora la terapia avesse gli effetti desiderati, l'operazione potrebbe costituire una svolta nell'ambito dei trapianti fetali per curare non solo la malattia della bimba, ma anche l'anemia falciforme, l'emofilia e altre patologie ereditarie. "La sua buona salute alla nascita - continua - indica che la terapia fetale è un'opzione praticabile da offrire alle altre famiglie con lo stesso problema". Quanto alle trasfusioni di sangue intrauterine, il medico Juan Gonzalez Velez, che le ha eseguite, fa sapere che "erano necessarie per trattare l'idrope prima del trapianto di staminali".

Diversamente dal trapianto di midollo il sistema immunitario del feto non è ancora completamente sviluppato e possiede un'alta tolleranza alle cellule materne durante la gravidanza.

La talassemia alfa è la forma di talassemia più grave.

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