Immunoterapia di precisione: nuova cura contro il cancro ai polmoni

La cura per il cancro ai polmoni che eviterà la chemioterapia

La cura per il cancro ai polmoni che eviterà la chemioterapia

Per Cappuzzo questi risultati sono molto incoraggianti. La ricerca che si propongono è davvero a lungo termine, perché, prima di arrivare a mettere in commercio eventuali farmaci che sfruttano le nanoparticelle estratte dalle foglie di tè, potranno passare anche altri dieci anni.

Per 4 pazienti su 10, infatti, si potrebbe forse fare a meno della chemioterapia.

Secondo una squadra di esperti internazionali, le foglie di tè avrebbero la capacità di uccidere fino all'80% delle cellule malate del tumore ai polmoni.

Recentemente è stato presentato il nuovo test denominato Tumor mutational burden o TMB, un esame che permette di fotografare tutte le alterazioni molecolare di un singolo tumore. Per farlo analizza oltre 500 geni al fine di creare un farmaco personalizzato. Negli anni si è potuto stabilire come l'immunoterapia sia altamente efficace nei tumori che hanno un'elevata possibilità di mutazione.

Le neoplasie con un Tmb elevato sono soprattutto quelle del polmone, della vescica, gastrointestinali e il melanoma. I dati parlano di tasso di sopravvivenza libera da progressione della malattia, tre volte più alto con la combinazione immunoterapica rispetto alla chemioterapia. Ci stiamo dunque avvicinando, ha spiegato Cappuzzo, alla "concreta possibilità di abbandonare la chemioterapia nel trattamento di molte persone, pari a circa il 40%, colpite da questa neoplasia in fase avanzata. Sicuramente un grande vantaggio per i pazienti", continua Capuzzo.

Per Federico Cappuzzo, Direttore Dipartimento Oncoematologia dell'Ausl Romagna "i risultati positivi dello studio stabiliscono il potenziale di TMB come importante biomarcatore predittivo per la selezione dei pazienti candidabili al trattamento di combinazione con due molecole immunoterapiche, nivolumab e ipilimumab, nel tumore del polmone non a piccole cellule avanzato".

Questo significa che ci saranno delle cure "ad hoc", cucite sull'individuo e sul tipo di cancro.

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Un altro studio pubblicato sul New Englad Journal of Medicine ha inoltre dimostrato che la combinazione dei due farmaci immunoterapici è efficace anche nei pazienti non ancora operati al cancro al polmone, determinando una regressione completa della malattia nel 40 percento dei casi.

Gli obiettivi sono, pertanto, "da un lato, fornire la migliore terapia a ogni persona colpita da tumore, dall'altro utilizzare al meglio le risorse disponibili" ha spiegato Michele Maio, direttore del Centro di Immunoncologia e dell'Unità operativa Immunoterapia Oncologica dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Senese. Studiarle, per scegliere l'immunoterapia più adatta, è quindi fondamentale: per questo nascerà, con il coordinamento dell'Istituto nazionale Tumori Pascale di Napoli e della Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), il primo Registro nazionale delle mutazioni geniche.

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