"Napoli come Raqqa", ma l'aggressione all'ambulanza potrebbe essere una messa in scena

"Aggrediti in ambulanza a Napoli, ma era falso. Il sindaco"Chiedano scusa Oggi alle 09:17- ultimo aggiornamento all

I rilievi della polizia hanno stabilito che l'ambulanza è stata vittima di un incidente: data l'urgenza, l'autista avrebbe tagliato la parte centrale - e pedonalizzata - di piazza degli Artisti, dove la mattina sorge il gazebo dei cittadini che protestano contro i box - e che proprio ieri hanno messo a ferro e fuoco la vicina piazza Medaglie d'Oro.

"Spiace - ha detto il primo cittadino - che approfittando di un episodio che sembrava andare in una direzione qualcuno ha pensato di utilizzarlo subito strumentalmente". Per cui ci aspetteremmo, sarebbe un gesto di onestà intellettuale, che una volta accertata la verità sui fatti dell'ambulanza si chieda scusa non a de Magistris ma alla città. Il presidente dell'Ordine dei Medici, Scotti, dopo l'episodio paragonò Napoli a Raqqa, la città siriana distrutta dall'Isis. Le indagini stanno cercando di stabilire come sia stata causata la rottura del vetro e da chi.

Secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica, però, la denuncia potrebbe essere (e il condizionale è d'obbligo) una fantasiosa invenzione del personale a bordo dell'ambulanza per giustificare un incidente stradale che ha danneggiato il mezzo.

"Innanzitutto va detto che io ho ascoltato gli operatori dell'ambulanza in questione che mi hanno confermato, come già scritto nella relazione e nella denuncia, di non aver avuto nessuna sensazione di aver colpito nulla ma che nel camminare, in codice rosso, hanno avuto questo colpo per cui si è rotto il vetro del finestrino". L'evento, che si pensava fosse stato provocato dal lancio di un paletto di ferro, non sarebbe di origine dolosa.

"Tutto è stato tranne che un'aggressione all'ambulanza, ai medici e agli infermieri" ha prontamente commentato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Ma la replica del Presidente della Croce Rossa di Napoli, Paolo Monorchio, è secca: "Queste richieste dalle autorità sono fuori luogo". Per Monorchio, quindi, è la città di Napoli che deve chiedere scusa agli operatori sanitari.

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