I vescovi cileni rimettono al Papa i loro incarichi

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I vescovi cileni rimettono al Papa i loro incarichi

A conclusione del vertice straordinario al quale il Papa li ha convocati a Roma per affrontare lo scandalo pedofilia (14-17 maggio), i vescovi cileni hanno rassegnato in blocco le dimissioni nelle mani di Francesco, che prossimamente deciderà il loro destino.

"Ci mettiamo in cammino", - proseguono i presuli - sapendo che questi giorni di dialogo onesto hanno rappresentato una pietra miliare di un profondo processo di cambiamento guidato da Papa Francesco.

"Dopo tre giorni di incontri con il Santo Padre e molte ore dedicate alla meditazione e alla preghiera, seguendo le sue indicazioni, noi vescovi del Cile desideriamo dichiarare quanto segue", scrivono i vescovi cileni in un testo letto in spagnolo e italiano alla stampa monsignor Fernando Ramos Pérez, uno dei sette ausiliari di Santiago, e segretario della Conferenza episcopale, e monsignor Juan Ignacio Gonzalez Errazuriz, vescovo di San Bernardo. "In comunione con lui, vogliamo ristabilire la giustizia e contribuire alla riparazione del danno causato, per dare nuovo impulso alla missione profetica della Chiesa in Cile, il cui centro sarebbe sempre dovuto essere in Cristo".

Alle ore 18:40 di questa sera è finito l'ultimo dei quattro incontri che il Santo Padre ha tenuto con i 34 vescovi cileni nell'auletta dell'Aula Paolo VI. Con umiltà e speranza chiediamo a tutti di aiutarci a percorrere questa strada. "Ancora una volta imploriamo il loro perdono e aiuto per continuare ad avanzar sul cammino della guarigione per cicatrizzare le ferite".

Alla luce di questi dolorosi eventi riguardanti gli abusi - di minori, di potere e di coscienza-, abbiamo approfondito la loro gravità così come le tragiche conseguenze che hanno avuto in particolare per le vittime. "Ad alcune di loro (le vittime, ndr) io stesso ho chiesto perdono di cuore" e a questo stesso perdono "vi siete uniti con una sola volontà e con il fermo proposito di riparare al danno causato".

Vi ringrazio per la piena disponibilità che ognuno ha dimostrato di aderire e collaborare in tutti quei cambiamenti e risoluzioni che dovremo implementare nel breve, medio e lungo termine, necessario per ripristinare la giustizia e la comunione ecclesiale. "Desideriamo - concludono - che il volto del Signore torni a risplendere nella nostra Chiesa e ci impegniamo per questo".

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