Riabilitazione di Berlusconi: per il Tribunale "nessuna segnalazione negativa"

Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi esce da Palazzo Grazioli

Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi esce da Palazzo Grazioli

Nessuna segnalazione negativa: per questo motivo i giudici del tribunale di sorveglianza di Milano hanno concesso a Silvio Berlusconi la riabilitazione.

In particolare si attesta "un comportamento totalmente privo di segnalazioni rilevanti in termini negativi, che dunque portano a ritenere sussistente il requisito della regolarità della condotta". Così le motivazioni del provvedimento del Tribunale di Sorveglianza di Milano, riportate dal Fatto Quotidiano on line, che ha di fatto sospeso gli effetti della legge Severino, dopo la condanna del Cavaliere per i presunti fondi neri creati nell'acquisito dei diritti di numerosi film da parte di Mediaset, e la conseguente 'ratifica' della decadenza dalla carica di senatore del Cavaliere votata in Parlamento nel 2014. Secondo i giudici le pendenze penali dell'ex presidente del Consiglio, inoltre, non sono "di per sé ostacolo". E scrivevano che l'ex premier "non ha riportato condanne ulteriori" dal 2015 in poi "neanche per fatti antecedenti".

La ragione per cui il procuratore generale Roberto Alfonso e il sostituto pg Maria Saracino hanno scelto di non opporsi alla riabilitazione, restituendo il fascicolo al Tribunale di Sorveglianza, è che la decisione del Tribunale della Sorveglianza di Milano non presenta vizi di legittimità, t utti i requisiti per ottenerla erano presenti. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori. La legge parla chiaro: la sentenza di riabilitazione, recita l'articolo 180 del codice penale, "è revocata in diritto se la persona riabilitata commette entro 7 anni un delitto non colposo" punito con "la pena della reclusione per un tempo non inferiore ai due anni o a un'altra pena più grave".

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