Cosa c'è nel contratto di governo definitivo tra M5s e Lega

Salvini'Nel contratto molti punti della Lega e del centrodestra

Cosa c'è nel contratto di governo definitivo tra M5s e Lega

"I punti di convergenza sono stati tanti e il risultato è enormemente positivo". Ora, la sfida si giocherà attorno al nome del candidato premier.

È anche da una nuova più convincente capacità di risposta a queste domande che dipende non il futuro del nostro paese e della stessa Europa.

La trattativa per la formazione di una maggioranza di Governo, [VIDEO] avanza con forza, tra M5S e Lega. Il documento sarebbe lungo oltre quaranta pagine e sarà sottoposto ai leader Matteo Salvini e Luigi Di Maio per sciogliere gli ultimi nodi.

Roma - Il tavolo tecnico M5S-Lega sul contratto di governo ha concluso i suoi lavori.

Ci siamo. Finalmente, per la prima volta, il nuovo Governo entra nel vivo.

"Barbari sì, servi mai": in quella frase che ha ieri mattina invaso i nostri iphone collegati in diretta fb con Matteo Salvini c'era tutta la determinazione di un leader a provarci fino in fondo.

Sergio Mattarella, dal canto suo, dopo le polemiche sulla bozza "no-euro", ha spiegato con fermezza che il suo ruolo è esaminare solo testi definiti, frutto delle responsabilità dei partiti, certamente non bozze preparatorie. "Vediamo se oggi chiudiamo, poi passeremo ai nomi", aggiunge. E poi aggiunto: "Tutti i nomi della squadra saranno politici". Ma ad oggi non si registrano ancora passi avanti.

La scelta dei ministri sarà condizionata da alcuni vincoli fissati nero su bianco sul contratto: non potrà esserlo chi ha rapporti con la massoneria, chi è stato condannato o indagato per reati gravi. Io premier? Sarebbe l'onore più grande del mondo ma se avessi la certezza, anche non da premier, di fare molte cose utili per voi, mi metto in gioco e se serve faccio un passo di lato. "Nel contratto c'è la difesa dei confini e credo che un ministro della Lega possa fare da garante". In un vertice notturno i due leader hanno limato il programma e sono tornati sulla questione del premier, senza escludere il principio della staffetta, con Luigi Di Maio in pressing su Salvini, ancora freddo al riguardo, per ottenere il mandato di partenza. Terminologia contrattualistica a parte, non siamo di fronte a niente di innovativo.

Il segretario federale della Lega attacca duramente chi sta provando a terrorizzare le basi del Carroccio e dei Movimento 5 Stelle, per boicottare la nascita del nuovo governo: "Tutti scrivono che sale lo spread, scendono le Borse, che Washington è preoccupata, Berlino è preoccupata, Parigi è preoccupata. Non son nato per tirare a campare".

Tra i grillini si punta segretamente su Di Maio, con la speranza che alla fine la Lega ceda davvero, anche se qualche resistenza c'è ancora. L'uso del termine 'contratto' presuppone una concezione privatistica della politica, dove gli organismi costituzionali - la presidenza del Consiglio, il Parlamento, la presidenza della Repubblica - sono subordinati a un accordo notarile. Per cambiare veramente le cose in Italia, secondo il 44% degli intervistati "occorre andare sulla strada delle riforme" mentre per il 41% "c'è bisogno di una rivoluzione".

In Italia il contratto di governo tra Lega e M5s è ultimato e le due forze politiche tirano, soddisfatte, un sospiro di sollievo: in pochi giorni è stato fatto un lavoro "titanico" smussando i punti di frizione, limando le asperità e valorizzando i punti di contatto comuni.

Altre Notizie