Cannes, Golino presenta "Euforia": nel film esperienze personali

Valeria Golino con il suo “Euphoria” sbarca a Cannes 2018 nell'ottava giornata

“Euforia”: Valeria Golino presenta il suo nuovo film al Festival del Cinema di Cannes

Valeria Golino e' al secondo film da regista. La vita però li obbliga a riavvicinarsi e una situazione difficile diventa per i due fratelli l'occasione per conoscersi e scoprirsi, in un vortice di fragilità ed euforia.

E' passato oggi con successo a Un Certain Regard ma non avrebbe sfigurato nel concorso principale. Mi sono affidata al suo sguardo, al suo gusto. Nel cast anche Isabella Ferrari, Valentina Cervi e Jasmine Trinca (vincitrice nel 2017 del Un Certain Regard Award for Best Actress per Fortunata). Quando ho deciso di fare "Euforia" non pensavo che questo era il motivo che mi portava a farlo, non è una cosa ragionata, non è una cosa tematica.

La storia di Euforia, scritta con Francesca Marciano, Valia Santella e la collaborazione di Walter Siti, "e' piena di spunti personali, di mio padre, del momento che stava vivendo un mio amico, di cose accadute a Francesca. Non e' un'autobiografia ma certo che filmiamo sempre qualcosa che ci appartiene".

Matteo (Riccardo Scamarcio) è un giovane imprenditore di successo, spregiudicato, affascinante e dinamico. Poi arriva un problema di salute e tutto cambia.

"E' vero, se mi fermo a teorizzare trovo che questo e il precedente siano due film speculari e opposti". "Il film e' il racconto di una persona che crede di avere strumenti e armi per vincere tutto e che quando gli si presenta davanti un intoppo reagisce con le stesse armi che usa nella sua vita. Invece poi capisce che per combattere le cose e attraversare il dolore, deve farsi volere bene per quello che è, non per quello che fa". "Ettore è un personaggio-specchio per gli altri, mentre Matteo è pieno di un'umanità che io riconosco, ma che forse non frequento". "Nella genesi di Euforia non ci sono persone particolari, eventualmente solo la vicenda di un amico che ha dato il primo spunto". Abbiamo cercato di lavorare mettendo in gioco anche queste cose, emozioni personali, esperienze vissute. "Il film ci dava questa opportunità di ripescare nella nostra parte emotiva più profonda". "La deresponsabilizzazione che ti da' in un certo senso essere interprete da una parte mi piace tantissimo, me la godo. Ogni personaggio tratteggiato con estrema attenzione, e Valeria ci fa recitare tarando per ognuno di noi frequenze differenti, vibrazioni che si creano in ogni singola scena, anche attraverso uno sguardo, o una parola", dice Scamarcio.

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